I Nas all’Excelsior Perquisita la sede della coop Eta Beta

11 Novembre 2017

Blitz dei carabinieri nel centro di accoglienza che ospita 150 rifugiati. Un esposto presentato dal gruppo di Aliano

MONTESILVANO. I carabinieri del nucleo antisofisticazioni e sanità (Nas) di Pescara hanno eseguito ieri mattina un controllo, in esecuzione di un decreto di perquisizione della procura della Repubblica di Pescara, nell'hotel Excelsior di Montesilvano, che ospita uno centro di accoglienza per gli immigrati (Cas).
Il controllo ha riguardato non solo lo stato dei luoghi ma anche le procedure di accoglienza dei richiedenti asilo e una convenzione stipulata per l'attività in favore degli immigrati. Oltre al personale del Nas c'erano i carabinieri di Montesilvano, il dipartimento di prevenzione della Asl e i vigili urbani. Nel corso del sopralluogo, è stata perquisita anche la sede della cooperativa Eta Beta, che si occupa della struttura, la cui sede legale è a Roma. Sono stati acquisiti documenti e personal computer. Una prima ispezione era stata eseguita nel luglio del 2016. Da lì ha preso il via l'attività che ha portato al blitz di ieri, scattato alle 7 del mattino. Gli ospiti sono circa 150. Ma in attesa del nuovo sistema di accoglienza per rifugiati e richiedenti asilo, allestito dal Comune, che dovrebbe superare la fase dei Cas, sono state numerose le prese di posizione in città contro le politiche di accoglienza gestite dai privati e ora in procinto di passare sotto il controllo del Comune. Un esposto, con 400 firme sottoscritte dai cittadini, è stato presentato alla magistratura pescarese dal gruppo consiliare di maggioranza montesilvano2019.
«Siamo seriamente preoccupati», attacca il capogruppo Anthony Aliano, «poiché a distanza di mesi, nonostante i buoni propositi manifestati, riscontriamo una città sempre più preda dell'atteggiamento anarchico e degradante di alcuni immigrati, nei confronti dei quali sembra difficile firmare provvedimenti drastici come i cosiddetti Daspo urbani». Non solo. Aliano aggiunge che i centri di accoglienza (Cas) «sono ancora a regime, nonostante siano già approdati gli immigrati per l'adesione al sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar). È una situazione francamente inaccettabile», prosegue, «che esplica i propri effetti sulla economia locale e sul valore patrimoniale degli immobili a ridosso di aree urbane divenute veri e propri ghetti. Bisogna applicare strumenti forti», insiste il capogruppo di #montesilvano2019, «per rendere alla cittadinanza l'idea che l’amministrazione è in grado di tutelare gli interessi collettivi. Siamo preoccupati, perché anche il nuovo sistema di protezione Sprar, a breve, si rivelerà una fallimentare gestione di cui, a pagarne le spese, saranno come al solito i nostri concittadini. Chiederemo al nuovo prefetto un incontro, perché sia fatta chiarezza sui costi dello Sprar e sulla chiusura immediata dei Cas». (a.s.)
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