I negozianti di via Battisti: le risse episodi sporadici

30 Settembre 2016

Costituita l’associazione di esercenti Centro Giusto: «La zona del mercato oggi è il cuore pulsante della città, dobbiamo mediare tra le esigenze di tutti»

PESCARA. Piazza Muzii scenario della movida molesta? «Può essere accaduto, ma è un episodio sporadico». Non ci stanno gli esercenti di zona e rispediscono con forza ai mittenti il binomio poco accattivante tra il nuovo quartiere trendy della città ed episodi da condannare che non costituiscono una prassi di zona. Quella del mercato coperto, tra via Battisti, via De Cesaris e piazza Muzii appunto, vie ad alta densità di residenti che, evidentemente, in certi casi non hanno accettato questa trasformazione modaiola.

Movida che se da un lato aumenta alcune criticità, dall'altro costituisce un impulso non indifferente per l'economia cittadina. Ma non si può fare di tutta l'erba un fascio, non tutti gli avventori sono uguali, né sono uguali tutti i locali nati nel quartiere. Per sostenere le posizioni di chi vuole un quartiere frequentabile, mediando fra le varie esigenze, si è da poco costituita l'associazione Centro Giusto, di cui fanno parte, tra gli altri, Luigi D'Orazio dell'Osteria Papille, Fabrizio Aprile di Pizzeria Caracciolo e Matteo Pomponio di Focacceria Pomm.

«È indubbio che dove c'è molto movimento si possano trovare persone che non sanno che cosa sia il divertimento», spiegano i ristoratori, «ma si tratta di casi isolati, episodi sporadici che interessano tutti, i residenti come gli esercenti. Non per questo si può demonizzare un luogo in cui, dal lunedì alla domenica, c'è un viavai continuo di persone che vogliono solo godersi un quartiere con i suoi locali». Secondo Centro Giusto, la zona del mercato è il cuore pulsante di Pescara e, da quando c'è stata la riqualificazione, è diventata forse la parte più vissuta e amata dai cittadini, giovani e no.

«Nel weekend sono soprattutto i ragazzi a frequentarla», precisano, «ma durante la settimana sono tante le persone che scelgono di venire qui per un aperitivo, senza contare pranzi e cene di chi qui vive, lavora e si intrattiene in relax».

D'Orazio, Aprile e Pomponio non negano che si siano manifestate situazioni spiacevoli, ma non accettano che questo si trasformi in una generalizzazione dannosa per le loro attività. «Spesso non si dice che i responsabili di queste azioni non sono i clienti dei locali, ma quelli che a piazza Muzii arrivano già ubriachi. La maggior parte dei locali qui rispetta le ordinanze e offre servizi di qualità e anche i prezzi garantiscono sulla tipologia della clientela».

Quello che i tre ristoratori lamentano è una politica di demonizzazione di piazza Muzii voluta da alcuni residenti.

«Bisogna rispettare le esigenze di tutti, di chi ci abita così come di chi ci investe, nell'interesse di una città che, finalmente, è tornata a vivere anche in centro. Forse qualcuno ha dimenticato com'era diventata questa zona prima della riqualificazione, eppure», concludono, «anche all'epoca ci si lamentava del degrado».

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