I negozianti: pista ciclabile in via Fabrizi

16 Gennaio 2018

Proposta all’amministrazione: marciapiedi più stretti per fare spazio alle bici senza cancellare i parcheggi per le auto

PESCARA. Vogliono la pista ciclabile, i commercianti di via Nicola Fabrizi. Ma non intendono rinunciare ai posti auto che assicurano gli incassi quotidiani. Conoscono bene le abitudini dei pescaresi «che, se potessero, entrerebbero dentro i negozi con l'automobile».
Sulla spinta di una forte coscienza ecologista europea, anche i negozianti di via Fabrizi, strada stretta tra il salotto buono e l'area portuale, pensano che «le abitudini si possono e si devono cambiare». Fino a un certo punto, però.
Chiarisce bene il concetto, Giacomo Genchi, titolare di Zapo's abbigliamento: «La pista ciclabile non va pensata tratteggiando e colorando la strada, ma lungo la strada ci deve essere posto per tutti. Qui si potrebbero stringere i marciapiedi, che sono enormemente inutili, lasciando spazio sia ai posti auto sia alla striscia ciclabile. Purtroppo, dobbiamo guardare la realtà e fare i conti con la concorrenza sleale dei centri commerciali che hanno parcheggi a iosa e l'atteggiamento dei vigili urbani, non sempre conciliante con chi parcheggia temporaneamente per fare un acquisto rapido».
In un colpo solo, secondo Genchi, si accontenterebbero ciclisti, pedoni, automobilisti e commercianti, che non dovrebbero rinunciare alla loro fetta di clientela motorizzata. Francesco e Michela sono due clienti di Cepagatti che frequentano il negozio. Il loro sogno sarebbe creare «una lunga pista ciclabile che colleghi l'area metropolitana a Pescara costeggiando il lungofiume».
Sulla stessa lunghezza d'onda Marco Canale, titolare di Maya abbigliamento: «Sono favorevole», dice il negoziante, «alle piste ciclabili e alle pedonalizzazioni dei centri. A patto, però, che ci sia una programmazione, una progettualità di base. La mentalità deve cambiare, dobbiamo stare al passo dei Paesi europei e andare verso i parcheggi di scambio e i bus navetta, ma prima bisogna creare le infrastrutture. Non è pensabile il semplice allungamento della pista da viale Regina Margherita fin qui».
Lungo via Fabrizi, i nuovi stalli municipali sono ben visibili sui marciapiedi del lato nord, molto carenti sul lato mare dove le bici si abbracciano ai pali della luce, agli alberi e ai cartelloni pubblicitari. Sul posizionamento errato degli stalli, ha qualcosa da dire Cecilia Guidi, titolare de I Giardini del Thè: «Gli stalli non si posizionano sui marciapiedi costringendo i ciclisti ad attraversarli col rischio di investire i pedoni, che spesso si arrabbiano. Ma vanno installati al posto dei parcheggi lungo la strada».
Per la signora del thè, che ha firmato anche la petizione per la creazione della pista ciclabile su via Leopoldo Muzii (osteggiata dalla Confcommercio) l'imperativo è: via i parcheggi, ma solo sul lato mare, allungando la pista di viale Regina Margherita e avanti con le bici. Ma gli incassi ne risentirebbero? «Tanti miei clienti lasciano l'auto nell'area di risulta e vengono in centro a piedi. Io abito a Francavilla, dove c'è una pista ciclabile che dal confine con Pescara arriva fino al Foro con un contorno di scorci paesaggistici meravigliosi, bisogna cambiare la mentalità».
Sì alla pista ciclabile su via Fabrizi e «nessun timore di crolli di cassa» per Veronica Giammartino di Fragole con Panna bigiotteria. Ma, nel dubbio, «un lato parcheggio deve rimanere e i bus navetta non devono circolare solo per i black friday o le notti bianche, ma tutto l'anno, anche solo per i fine settimana».
In attesa che l'amministrazione concluda l'iter per un bici plan di successo, il cruccio dei commercianti di via Fabrizi è anche il caro parcheggi. Un euro ogni 40 minuti, è troppo. Sarebbe meglio «un euro al mattino e uno al pomeriggio», suggerisce Giammartino.
Rossella Di Fulvio di Rossella Più, abbigliamento curvy, è favorevole «alle bici dovunque», ma «qualche posto auto deve restare». I mali del commercio non sono le piste ciclabili, «ma tutte queste giornate di sconto, da novembre a oggi: ci stiamo dando la zappa sui piedi». Però poi ammette: «Sono nel commercio da 40 anni, si soffre sempre, ma non posso lamentarmi».
Chi si lamenta, invece, delle «strade e delle aiuole sporche e dei padroni che permettono ai cani di fare i bisogni sulle vetrine, stiamo sempre a pulire», è il titolare di Baby Gang, Maurizio Petra, di origini napoletane, l'unica voce totalmente contraria alla pista ciclabile: «A Pescara la gente vuole entrare con la macchina nei negozi. L'80 per cento delle vendite le facciamo con i parcheggi al volo in doppia fila. Io stesso pago 54 euro al mese di abbonamento parcheggi, ma non trovo mai il posto auto: lascio la macchina in doppia fila e mi multano. E se apriranno Megalò 2, per tanti commercianti sarà la fine».