I negozianti: qui lavoriamo nella paura

7 Dicembre 2018

Strade buie, furti e rapine in centro. I commercianti: può capitare a ognuno di noi di essere pestato

PESCARA. Sicurezza “fai da te “ con sofisticate attrezzature antitaccheggio e telecamere posizionate in ogni angolo, esterno e interno, di ristoranti, negozi, pizzerie, per timore di furti e rapine. Così tengono la guardia alta gli imprenditori del centro cittadino che, a gran voce, chiedono all’amministrazione «una città completamente videosorvegliata» per contrastare i piccoli e grandi episodi di criminalità. L’ultimo, in ordine di tempo, l’efferato agguato, lunedì pomeriggio, al titolare di Hai bin, il ristoratore cinese pestato selvaggiamente dai ladri nella sua casa di piazza Primo Maggio. Una vicenda «preoccupante e scioccante» la definiscono i commercianti che ora attendono risposte dal Comune sul «ripristino o l’attivazione» degli occhi elettronici, sparsi sul territorio, che spesso sono solo ornamentali perché non funzionanti. Oltre 200 apparecchi di cui «un centinaio da sostituire e stiamo provvedendo anche in centro, oltre alle 50 telecamere già installate, ma da attivare, tra il centro storico e via Rigopiano», rassicura l’assessore alla Polizia municipale Gianni Teodoro . Manuel Pisani della pizzeria del Corso, in via Regina Elena, dice di aver già subito «quattro furti negli ultimi 2 anni». E spiega: «Lasciare la cassa aperta vuota o con pochi spiccioli, blindare gli alimenti, nascondere i computer. Bisogna perderci un po’ di tempo prima di chiudere le saracinesche. Il livello di efferatezza dei crimini è tale che da sole le telecamere non risolvono il problema. E anche se i controlli delle forze dell’ordine sono frequenti, la percezione di insicurezza è molto alta». Vetrine spaccate di recente alla pizzeria Primo Maggio di Gabriella Sanmassimo. Valerio Seritti del negozio di scarpe “Milano” si è organizzato con l’antitaccheggio nel negozio: «È un deterrente, non si può solo contare sulla sicurezza pubblica». Selim, dipendente macedone della gelateria la Fonte, angolo piazza Salotto, riflette: «Può capitare a ognuno di noi di essere pestato, è agghiacciante. Io sono stato minacciato da un senzatetto a cui avevo chiesto di smettere di elemosinare ai clienti. Mi urlava: ti spacco la faccia, poi lo hanno arrestato». Domenico Renzitti e Donatella Pacione della tabaccheria Sborgia, sotto i portici: «Lavoriamo fino alle 21 e dobbiamo stare sempre in guardia, tra clochard a ogni angolo e strade buie. È uno squallore». Il ristorante Chef Nestor di via Regina Elena, diretto da Francesco Cavallo, è disseminato di telecamere interne ed esterne: «Se il Comune non tutela cittadini e attività, dobbiamo organizzarci con i nostri sistemi». I cittadini Gianni, Carlo e Paolo chiedono che le telecamere funzionino:«Il cittadino ha diritto di difendersi. La privacy non è un problema per chi si comporta bene».