I nipoti ricordano Dalla Chiesa

4 Settembre 2022

A Francavilla la cerimonia a 40 anni dalla morte del generale dei carabinieri

PESCARA. Ieri è stato il 40° anniversario della morte del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa e anche a Francavilla, la città amata che lo accolse per le vacanze, l’ha ricordato. Il 3 settembre del 1982, l’allora prefetto di Palermo fu vittima di un agguato mafioso nel corso del quale persero la vita anche sua moglie Emanuela Setti Carraro e, dopo alcuni giorni di ricovero in ospedale, l’agente di scorta Domenico Russo. A Francavilla, i nipoti Maria Laura, Maria Alessandra, Giulio e Romano hanno voluto ricordare Dalla Chiesa con una cerimonia privata a San Franco. «Il legame della famiglia Dalla Chiesa con Francavilla è decennale», dice il sindaco Luisa Russo, «per loro questo è il luogo delle vacanze, della spensieratezza, da sempre. Ancora oggi la famiglia trascorre qui il tempo libero. Volerlo ricordare qui ci riempie di orgoglio e di emozione, e sono stata onorata di partecipare con la famiglia a questo momento commemorativo». Russo ricorda il 1982 quando Dalla Chiesa divenne prefetto di Palermo: «All’epoca, il governo, presieduto da Giovanni Spadolini, sperava che il generale riuscisse a ottenere, con la mafia siciliana, gli stessi risultati che aveva avuto nel contrasto al terrorismo, soprattutto grazie al fenomeno del pentitismo. Dalla Chiesa era infatti riuscito a spingere un consistente numero di militanti delle Brigate Rosse, Prima Linea e altre formazioni armate, a collaborare con la giustizia».
Fra le iniziative promosse dal comando generale dell’Arma per commemorare l’ufficiale c’è la realizzazione di una locandina celebrativa riportante l’effigie e una celebre frase del generale: “Certe cose non si fanno per coraggio, si fanno solo per guardare più serenamente negli occhi i propri figli e i figli dei nostri figli”. La locandina sarà distribuita alle scuole e alle attività commerciali.