«I nostri obiettivi? Un mondo migliore e reddito di dignità»

31 Gennaio 2017

I referenti regionali del Coemm chiariscono le finalità del movimento: quella di un euro è solo una donazione

MONTESILVANO. «Non c’è alcuna connessione tra l’euro donato e i 1.500 euro che andranno agli associati come reddito di dignità». Il chiarimento arriva a qualche settimana dalla presentazione ufficiale del Coemm (Comitato organizzatore etico per un mondo migliore) di Montesilvano che ha visto il Grand Hotel Adriatico ospitare circa mille persone coinvolte nel progetto ideato da Maurizio Sarlo.

A tornare sul tema, e a fornire qualche elemento in più per entrare nel complesso mondo del Coemm, e dei relativi circoli locali, chiamati Clemm, sono Maria Luisa Rossi, Antonio Colalongo e Domenico Di Marco, referenti regionali del Clemm Abruzzo. Obiettivo ambizioso del progetto, nato nel 2015 dopo anni di studi da parte del suo promotore, è quello di arrivare a sconfiggere la povertà creando un grande gruppo di pressione politica, una “massa critica” composta da almeno 100mila in tutta Italia, accomunate da una serie di valori etici, come riservatezza e altruismo. Finora sono già decine di migliaia le persone che hanno aderito – tra queste, circa 3mila 500 in Abruzzo – ai Clemm, i circoli culturali composti da 11 persone che si riuniscono ogni mese per approfondire questioni di attualità, a cominciare proprio dall’economia e dalla povertà. Temi cari all’economista Nino Galloni, ospite fisso ai raduni del Coemm. Scopo dei circoli locali è quello di fare da raccordo con il Coemm, per fornire una fotografia delle criticità in ogni territorio. «Il progetto rappresenta una vera e propria rivoluzione antropologica», spiegano i responsabili regionali, «perché bisogna cambiare il modo di pensare. Lo scopo ultimo è quello di vivere meglio sfruttando le nuove tecnologie, ma anche mangiando bene, godendosi il proprio tempo e conducendo una vita sana».

Dal punto di vista economico, la donazione di un euro al Coemm, da parte di ogni aderente, è necessaria per finanziare la macchina organizzativa, quindi viaggi, convegni, una piattaforma di immissione dati, ricercatori che collaborano al progetto. Ma anche per far fronte, nell’immediato, a una serie di difficoltà dei partecipanti, come il pagamento di una bolletta o dell’affitto. Una volti arrivati ad avere almeno un Clemm, composto da 11 persone, in ogni città italiana, verrà poi avviata la manovra finanziaria che vedrà gli aderenti beneficiare di un emolumento, appunto il reddito di dignità, di 1.500 euro al mese. Che, sottolineano i referenti abruzzzesi, «non ha nulla a che vedere con l’euro donato». Il reddito di dignità sarà dunque possibile solo attraverso la scommessa che faranno i mercati finanziari sulla “massa critica” e sarà un modo per rimettere in circolo l’economia.

«Il reddito di dignità rimette al centro il valore della persona», aggiungono, «e quindi è ben diverso dalle misure assistenzialistiche statali, alle quali si può accedere soltanto nei casi disperati, e che comunque non risolvono il problema della povertà. Sarà un progetto pilota che, siamo sicuri, si estenderà presto a tutta l'Italia».

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