I nuovi contagi in città Fazii: dosi anche ai 12enni

Il direttore di Virologia della Asl ha illustrato in Comune l’attuale situazione Covid «Tanti genitori refrattari, ma il rischio è l’arrivo di nuove varianti come la Epsylon»
PESCARA. Tempestività nei confronti di chi rientra dalle vacanze all’estero, accurata indagine epidemiologica e tracciamento immediato dei contatti di chi è risultato positivo per attivare la quarantena. Sono tre i passaggi decisivi per arginare la variante Delta che in città sta entrando anche attraverso i giovani contagiati di rientro da Malta, Grecia e Gran Bretagna. Lo ha riferito ieri mattina in Comune il virologo Paolo Fazii, direttore dell’unità operativa complessa di Virologia e microbiologia della Asl di Pescara, invitato a relazionare sull’andamento epidemiologico in città, alla commissione comunale Ambiente, presieduta da Ivo Petrelli.
E proprio riguardo ai giovani risultati infetti, di rientro dalle vacanze all’estero, Fazii ha spiegato che «è in corso la tipizzazione dei positivi e una bella fetta dei contagiati è affetta dalla variante Delta». Un fenomeno considerato naturale e previsto, ha rimarcato l’esperto, che però ha anche fatto presente che «la maggior parte dei soggetti infetti è asintomatico e quindi il virus circola impunemente. In questa fase è dunque strategico essere tempestivi nei confronti di chi rientra dalle vacanze». Altra causa della ripresa dei contagi, i festeggiamenti non controllati delle scorse settimane: «È una situazione che già stiamo pagando sotto il profilo dei contagi, e si tratta quasi sempre di ragazzi di meno di 30 anni di età, nati tra il ’99 e il 2000». Di qui la necessità del vaccino anche per i ragazzini fino a 12 anni: «È l’unica salvezza. Lo scorso anno non disponevamo di quest’arma efficace, oggi ce l’abbiamo ed è importante convincere anche gli irriducibili per tutelare se stessi». Tanto più che, come ha riferito Fazii in commissione, la quasi totalità dei nuovi contagiati dalla variante Delta erano soggetti non vaccinati o vaccinati con una sola prima dose. «Il problema», ha rimarcato il virologo, «è che ci sono tanti genitori refrattari alla vaccinazione dei ragazzi, specie quelli di età compresa tra i 12 e i 16 anni. Il rischio è l’arrivo di nuove varianti dal Terzo Mondo, a partire da quella che è già stata segnalata, la variante Epsylon, anch’essa derivata da un sistema immunodepresso da Aids: 40 casi sono stati già segnalati in Danimarca, 10 tra Gran Bretagna e Francia, 2 in Italia, è l’ennesima variante frutto della mutazione del virus e in questo caso, a differenza della Delta, sembra avere la forza di eludere tutto il sistema immunitario, dunque possono ammalarsi sia i soggetti già vaccinati sia chi ha già contratto la malattia nei mesi scorsi e può reinfettarsi. Ma anche in questo caso l’unica arma resta il vaccino che ci protegge dalle altre varianti e ci garantisce tempestività nell’identificare i nuovi ceppi del virus».
Il problema della variante Delta era che la stessa potesse non essere intercettata dal nuovo sistema immunitario, e invece, come ha ribadito ieri il virologo in Comune, «oggi sappiamo che non è così, chi si è vaccinato e ha completato la schedula vaccinale con entrambe le dosi di inoculazione riesce a essere tutelato anche dal Delta ed è la notizia positiva».
E come fa sapere Petrelli «Fazii ha fatto presente anche l’ipotesi di introdurre sanzioni per i sanitari no-vax e l’obbligo alla vaccinazione per tutta la popolazione, preannunciando la possibilità di una terza vaccinazione». (cr.pe.)
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