I nuovi sussidi per i precari

29 Aprile 2015

Temporanei e collaboratori: una guida agli ammortizzatori Naspi e Dis-coll

Nero su bianco, ancora non è stato messo. L’Inps, insomma, non ha ancora emesso la circolare salva-stagionali. Però, il ministero del Lavoro conferma che per il 2015 la Naspi non si abbatterà come una scure sul reddito dei lavoratori del turismo. Il ministro Giuliano Poletti si è preso l’impegno in aula, rispondendo a un’interrogazione del Movimento 5 Stelle. E i tecnici sono al lavoro: solo per quest’anno, il calcolo della nuova disoccupazione non subirà decurtazioni.

In compenso, per i contratti a progetto, si conferma la possibilità di richiedere da oggi la disoccupazione: la circolare dell’Inps di lunedì scorso “sana” un ritardo di mesi nell’erogazione degli ammortizzatori sociali, la “Dis-coll”, la Disoccupazione dei collaboratori. Un “contentino” che, però, non placa le critiche dei sindacati, a cominciare dalla Cgil, preoccupata dalla mancanza di direttive sui decreti attuativi del Jobs act, alla vigilia dell’entrata in vigore dei nuovi ammortizzatori sociali, il 1° maggio.

NASPI

La Naspi - Nuova assicurazione sociale per l’impiego - è prevista dal decreto del 22 marzo 2015. L’indennità è valida per tutte le persone (esclusi i dipendenti del pubblico impiego e dell’agricoltura) che abbiano perso il lavoro «in modo involontario», compresi i lavoratori licenziati per motivi disciplinari e i lavoratori licenziati che accettino l’offerta economica proposta dal datore di lavoro nella “conciliazione agevolata”. Così chiarisce il ministero del Lavoro alla Cisl che ha proposto uno specifico interpello in merito.

Requisiti. Per accedere alla Naspi , bisogna aver perso il lavoro in modo involontario dopo il 1° maggio 2015. Inoltre, bisogna aver accumulato «almeno 13 settimane di contribuzione negli ultimi 4 anni e almeno 30 giornate effettive di lavoro negli ultimi 12 mesi».

La base retributiva. La Naspi si calcola sulla base retributiva media degli ultimi 4 anni di impiego (anche non continuativi) rapportati al numero di settimane effettivamente lavorate e moltiplicati per il coefficiente 4,33%. L’indennità massima mensile non può superare i 1.300 euro.

Il calcolo della Naspi/1. Se la retribuzione mensile è inferiore a 1.195 euro, l’indennità mensile è pari al 75% della retribuzione.

Esempio di calcolo per le settimane lavorate negli ultimi 4 anni: 20 mesi (80 settimane) a 1100 euro; 5 mesi (20 settimane) a 800 euro. Totale 26.000 euro per 100 settimane. Dividendo 26.000 per 100 si ottiene 260 che si moltiplica per il coefficiente 4,33%: il totale è 1.125,8. Su questo si applica il 75: la cifra lorda mensile da pagare, dunque, è 844,35 euro.

Il calcolo della Naspi/2. Se, invece, la retribuzione è superiore a 1.195 euro al mese, fino a 1.195 euro si applica la stessa percentuale del 75%. Sulla cifra eccedente, si applica, invece, il 25%. Per il resto, il calcolo e la procedura è identico. Per cui se la retribuzione media è di 1500 euro, su 305 euro si applica la percentuale del 25% per tutte le settimane lavorate. Il coefficiente moltiplicatore resta ancora il 4,33%.

Limiti dell’ indennità. L’indennità può essere riscossa per un massimo di 24 mesi; dal 2017, però, il periodo massimo di riscossione scende a 78 settimane, Inoltre, a partire dal primo giorno del quinto mese, l’indennità viene decurtata di un 3%. Inoltre «l’erogazione della Naspi - si legge nel decreto - è condizionata alla partecipazione del disoccupato a iniziative di attivazione lavorativa o di riqualificazione professionale».

La durata. Il decreto prevede che la Naspi dura la metà delle «settimane contributive (quindi effettivamente lavorate) degli ultimi 4 anni». Ma l’articolo 5 precisa che in questo calcolo «non saranno computate le settimane che hanno già dato luogo in passato al diritto per la stessa prestazione».

Polemica con gli stagionali. È questa la norma che fa esplodere la polemica con gli stagionali: infatti, per tutti i lavoratori del turismo è impossibile conteggiare le settimane contributive degli anni precedenti, avendone già usufruito per ottenere la disoccupazione al termine della stagione. Ed è per questo che i sindacati denunciano che «la misura rende i precari ancora più precari». Anche la possibilità di rimandare l’applicazione al 2016 non risolve il problema.

DIS-COL. È la prima indennità di disoccupazione per chi ha un contratro di collaborazione (co.co.pro. o co.co.co) anche nella pubblica amministrazione ed è iscritto alla gestione separata Inps. L’indennità (sperimentale per il 2015) può durare massimo 6 mesi; si calcola sul 75% del reddito percepito e ha un tetto massimo di 1.300 euro. Dal quinto mese, scatta il taglio del 3% sull’indennità.

La circolare dell’Inps. Precisa che per le cessazioni del rapporto di lavoro dal 1° gennaio, scatta oggi il termine di 68 giorni per presentare la domanda di indennità. L’ultimo giorno per presentare la richiesta (per chi ha perso il lavoro dal 1° gennaio) è il 4 luglio 2015. La presentazione telematica della domanda sarà possibile dall’11 maggio. Fino a quella data, l’Inps accetterà le domande cartacee da cittadini o patronati. I moduli per le domande sono sul sito www.inps.it sezione “moduli-prestazione a sostegno del reddito”. La richiesta può essere inviata anche per posta certificata all’Inps competente per territorio.

ASDI. Per la prima volta è previsto l’assegno di disoccupazione a chi, scaduta la Naspi, non ha trovato un impiego «e si trovi in condizioni di particolare necessità». Si prenderà in considerazione l’Isee; la durata dell’assegno sarà di 6 mesi; l’importo sarà pari al 75% dell’indennità Naspi. Per il 2015 è previsto uno stanziamento di 200 milioni.