I personaggi dei libri si raccontano sul treno di Stassi

29 Marzo 2016

«Ho attraversato il novecento in stivali e giubba militare dell'Armata Rossa o in t-shirt nera, con pettorali e bicipiti ben in rilievo, vestito da dandy e con il cranio rasato da skinhead, gli...

«Ho attraversato il novecento in stivali e giubba militare dell'Armata Rossa o in t-shirt nera, con pettorali e bicipiti ben in rilievo, vestito da dandy e con il cranio rasato da skinhead, gli anfibi e il bomber nero. Le mie metamorfosi sono state così tante che è difficile anche per me metterle in fila... Avrei voluto assomigliare a D'Artagnan di vent'anni dopo, o a Mishima o D'Annunzio o al Barone Nero che fantasticava di restaurare l'impero di Ggengis Khan»: chi ha riconosciuto in queste parole un fortunatissimo personaggio letterario, il Limonov di Emmanuel Carrére? Si può anche utilizzare così questo curioso e coinvolgente libro di Fabio Stassi che ha chiaramente un lato giocoso, anche se serio e rivelatorio delle passioni di questo scrittore, (da «La rivincita di Capablanca» a «Fumisteria») con cui ognuno può misurare le sue. «Per me questa è la più vera carta di identità che possiedo. Poiché siamo fatti dei libri che abbiamo letto quanto delle persone che abbiamo incontrato», scrive Stassi, e che alcune siano virtuali e altre in carne ed ossa non fa differenza. Queste pagine danno voce, fanno parlare in prima persona 300 personaggi della letteratura del secondo Novecento, dal Francesco Ingravallo gaddiano del “Pasticciaccio”, nato (pubblicato) nel 1946 al Turambo degli “Angeli muoiono delle nostre ferite” di Yasmina Khadra del 2013, che si presentano, si disvelano, si confessano così come si sono sedimentati e maturati nella memoria letteraria di Stassi. Il fatto è che questo repertorio è alla fine personalissimo, per quanto vasto possa essere, e l'autore confessa come sia nato per riempire i tempi dei suoi viaggi di pendolare tra Roma e Viterbo «con la collina di Spoon River fuori del finestrino e l'universale commedia umana a riempire lo scompartimento». Un viaggio che offre a tutti la possibilità di nuove scoperte: quando Stassi propone ben due personaggi, Elisenda Vilabrù e Jaume Serrallac, da «Le voci del fiume» del catalano Jaume Cabré, che non tutti conoscono, fa così scattare una molla che incuriosisce e spinge alla lettura. Molti sono invece quelli che si cercano per curiosità, appunto per confrontarne la voce con quella che conserviamo e conosciamo noi, dall'Adriano della Yourcenar a Dona Flor di Amado, il dottor Zivago di Pasternack o la Lolita di Nabokov, sino al Palomar di Calvino o Harry Potter della Rowling. Ogni volta scoprendo Stassi al fondo di tutto e le sue passioni, per cui i più citati sono Italo Calvino e Gabriel Garcia Marquez, e Jose Saramago, e si tratta già di tre precisi punti cardinali.

Fabio Stassi

Il libro dei personaggi letterari»

(Minimum Fax, 20.00 euro).