I pignoramenti fermano il pagamento degli stipendi

13 Maggio 2015

Majella e Morrone in crisi, due ex dipendenti bloccano 160 mila euro A rischio l’accordo con Equitalia. Il commissario Costanzi lascia l’incarico

ALANNO. Altri due pignoramenti arrivano sui conti dell’azienda speciale Majella e Morrone e bloccano i pagamenti degli stipendi arretrati per 65 dipendenti e delle rate verso Equitalia per le tasse ignorate. I pignoramenti per un totale di 160 mila euro si aggiungono all’esposizione di oltre tre milioni di euro verso Equitalia, Inps e Inail. Gli atti giudiziari arrivano da due ex dipendenti, una di Popoli assistita dagli avvocati Gabriele Silvetti e Alberto Faccini Caroppo e l’altra di Bolognano difesa dal legale Floriano Garofalo, che hanno vinto le cause contro l’azienda speciale, ente che assicura i servizi sociali in 16 comuni della Val Pescara ed è di proprietà della comunità montana Majella e Morrone in liquidazione. I giudici del Lavoro del tribunale di Pescara e della Corte d’appello dell’Aquila hanno riconosciuto l’illegittimità dei contratti precari in successione e disposto il pagamento delle differenze retributive e degli interessi. Ma, all’azienda speciale, le sentenze del 2104 hanno fatto la stessa fine delle cartelle delle tasse: sono state ignorate e, adesso, sono scattati i pignoramenti. «A oggi alla Comunità montana», spiega il commissario liquidatore Paolo Costanzi, «sono disponibili circa 30 mila euro nel frattempo bonificati da alcuni Comuni anche a seguito dell’azione del legale incaricato dalla Comunità montana. Tuttavia, non si può pagare nulla perché nel frattempo sono stati notificati due pignoramenti presso terzi». Sarà l’avvocato Sergio Della Rocca ad assistere l’azienda speciale. «La Comunità montana, per quanto di propria competenza e per cercare di liberare le risorse giacenti, si è opposta ai pignoramenti», spiega Costanzi, «anche alla luce di una recente norma regionale – l’articolo 7 della legge 48/2014 – che ha sancito un vincolo di destinazione delle risorse per l’effettuazione dei servizi sociali».

I dipendenti dell’azienda speciale non prendono gli stipendi da 9 mesi ed entro questa settimana sono pronti a scendere in strada, sotto la sede della Regione in viale Bovio a Pescara, per ricordare al presidente Pd Luciano D’Alfonso con un presidio gli impegni presi durante l’assemblea dell’11 marzo scorso quando è stato annunciato l’imminente stanziamento di 300 mila euro che però non ha visto ancora nessuno.

Ma sulla Majella e Morrone, adesso, cade un’altra tegola: il commissario Costanzi, l’unico che è riuscito a fare luce sui debiti fino a ricevere l’appellativo di «coraggioso» da D’Alfonso, potrebbe essere costretto a lasciare l’incarico perché «incompatibile». Secondo un orientamento dell’Anac che si è espresso su dirigenti piemontesi, è incompatibile il dirigente regionale con la carica di commissario liquidatore in quanto avrebbe i medesimi poteri del consiglio e della giunta della Comunità montana stessa. È per questo che in una lettera, Costanzi, dirigente regionale e commissario con incarico gratuito, ha chiesto a D’Alfonso di nominare un sostituto. Costanzi osserva: «A breve, il presidente nominerà un nuovo commissario, non dirigente della Regione, che continuerà nell’azione di tentare di risanare una oggettiva situazione complessa».

In questo caos, per il 2013 e il 2014, ammontano a quasi 600 mila euro i debiti dei Comuni verso la Majella e Morrone per le quote non pagate. Scoperti anche 268 mila euro per l’assistenza scolastica dei disabili.

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