I più bei libri italiani tradotti all’estero
Giornata di studi e mostra con i titoli rari e prestigiosi dell’8-’900
VASTO. Si chiama Written in Italy la mostra itinerante internazionale della letteratura italiana tradotta all'estero che dal 2008 a oggi ha percorso oltre 180mila chilometri ed è stata allestita in 13 città del mondo, da Foggia a Roma, Cordoba, Leuca, Skopje, da Vilnius ad Amsterdam, Seoul, Torino, Doha, Bologna, e poi Montevideo e Sydney). All’elenco si aggiunge da oggi Vasto grazie all’iniziativa del Centro europeo di Studi Rossettiani con il Comune, il patrocinio dell'Università d'Annunzio di Chieti- Pescara e i Ministeri degli Affari esteri e dei Beni culturali. L’appuntamento è alle 19 a Palazzo D'Avalos dove è in programma la giornata studi Written in Italy e una parte della mostra composta da 60 tra i titoli più importanti che la compongono. Sarà presente il curatore dell'iniziativa, il giornalista Davide Grittani. «I volumi sono stati perlopiù donati dagli autori o dai loro eredi, molti vengono dalle biblioteche personali dei più grandi scrittori di metà o fine Novecento. In particolare il materiale esposto al D'Avalos risale a metà e fine Ottocento ed è introvabile poiché non è mai stato in commercio” spiega Gianni Oliva, ordinario di Letteratura italiana nell’ateneo di Chieti- Pescara e direttore del Centro studi. «È un appuntamento prestigioso», aggiunge, «si potranno ammirare capolavori della letteratura nazionale contemporanea, da Carlo Collodi a Gabriele D'Annunzio, da Emilio Salgari a Curzio Malaparte, fino a Umberto Eco, Dacia Maraini, Niccolò Ammaniti, in edizioni rare e fuori commercio, tradotti in giapponese, coreano, arabo, hindi, serbo, afrikaans».
Simona Andreassi
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