I precedenti: dal mobilificio Faber al Centro rifiuti
Non è la prima volta che gli abitanti delle contrade Marina e San Martino di Città Sant’Angelo sono costretti a fare i conti con la paura delle fiamme e dei fumi tossici sprigionatisi a causa di...
Non è la prima volta che gli abitanti delle contrade Marina e San Martino di Città Sant’Angelo sono costretti a fare i conti con la paura delle fiamme e dei fumi tossici sprigionatisi a causa di roghi divampati in capannoni e stabilimenti. L’incidente più recente, in ordine temporale, è quello che lo scorso ottobre coinvolse i magazzini arredamenti che si trovano sulla strada Lungofino, nel territorio angolano. In quell’occasione, i materiali in legno alimentarono l'incendio facendo crollare il soffitto e rendendo inagibile l'intero edificio. Decisamente più ampie le dimensioni del rogo che, sempre a Città Sant’Angelo, divampò nell’ottobre del 2011, mandando in fumo l’azienda che si occupava di rifiuti e di produzione di combustibile solido secondario Terraverde, che provocò circa sei milioni di euro di danni.
L'area interessata dal rogo si trovava in via delle Industrie e ad essere avvolta dalle fiamme fu una superficie di quasi diecimila metri quadrati. L’incidente più grave in termini di vittime, invece, è stato senza dubbio quello che nel luglio 2013 ha interessato la fabbrica di fuochi di artificio Di Giacomo, dove un'improvvisa esplosione provocò la morte di 5 persone, tra cui il vigile del fuoco Maurizio Berardinucci, 47 anni, che fu travolto da una seconda drammatica esplosione durante la fase dei soccorsi. (a.l.)
L'area interessata dal rogo si trovava in via delle Industrie e ad essere avvolta dalle fiamme fu una superficie di quasi diecimila metri quadrati. L’incidente più grave in termini di vittime, invece, è stato senza dubbio quello che nel luglio 2013 ha interessato la fabbrica di fuochi di artificio Di Giacomo, dove un'improvvisa esplosione provocò la morte di 5 persone, tra cui il vigile del fuoco Maurizio Berardinucci, 47 anni, che fu travolto da una seconda drammatica esplosione durante la fase dei soccorsi. (a.l.)

