I precedenti: dal mobilificio Faber al Centro rifiuti

15 Marzo 2019

Non è la prima volta che gli abitanti delle contrade Marina e San Martino di Città Sant’Angelo sono costretti a fare i conti con la paura delle fiamme e dei fumi tossici sprigionatisi a causa di...

Non è la prima volta che gli abitanti delle contrade Marina e San Martino di Città Sant’Angelo sono costretti a fare i conti con la paura delle fiamme e dei fumi tossici sprigionatisi a causa di roghi divampati in capannoni e stabilimenti. L’incidente più recente, in ordine temporale, è quello che lo scorso ottobre coinvolse i magazzini arredamenti che si trovano sulla strada Lungofino, nel territorio angolano. In quell’occasione, i materiali in legno alimentarono l'incendio facendo crollare il soffitto e rendendo inagibile l'intero edificio. Decisamente più ampie le dimensioni del rogo che, sempre a Città Sant’Angelo, divampò nell’ottobre del 2011, mandando in fumo l’azienda che si occupava di rifiuti e di produzione di combustibile solido secondario Terraverde, che provocò circa sei milioni di euro di danni.
L'area interessata dal rogo si trovava in via delle Industrie e ad essere avvolta dalle fiamme fu una superficie di quasi diecimila metri quadrati. L’incidente più grave in termini di vittime, invece, è stato senza dubbio quello che nel luglio 2013 ha interessato la fabbrica di fuochi di artificio Di Giacomo, dove un'improvvisa esplosione provocò la morte di 5 persone, tra cui il vigile del fuoco Maurizio Berardinucci, 47 anni, che fu travolto da una seconda drammatica esplosione durante la fase dei soccorsi. (a.l.)