I precedenti: una lunga scia di sangue

5 Marzo 2023

Nel Teramano 28 vittime in un anno, altri incidenti con due morti nel 2018 e nel 2021

TERAMO. Zio e nipote morti ieri a Pietracamela sono la terza e la quarta vittima della strada in provincia di Teramo nel nuovo anno: a gennaio un 22enne di Controguerra era morto sulla strada provinciale 8 del Salinello nello schianto della sua auto contro un camion, a febbraio un infermiere 48enne di Montefino era finito fuori strada con la sua vettura sulla strada provinciale 34. La scia di sangue sulle strade teramane non sembra arrestarsi da quel tragico 25 marzo dell’anno scorso in cui, dopo oltre tre mesi senza alcun incidente mortale in provincia, un bambino di pochi mesi che attraversava la strada sul passeggino spinto dalla nonna venne investito mortalmente dal Suv guidato da un anziano a Pagliare di Morro d’Oro. Da quel momento nella provincia teramana ha preso avvio una serie nera per la quale il 2022 si è chiuso con 24 vittime, uno dei dati peggiori degli ultimi quindici anni, e il 2023 è cominciato altrettanto tragicamente. In meno di un anno, dunque, i morti sulle strade teramane sono stati 28.
L’incidente di Pietracamela colpisce in modo particolare anche perché il suo bilancio è di due morti, e non sono frequenti dalle nostre parti incidenti con più vittime. L’ultimo nel Teramano era avvenuto l’11 giugno del 2021 a Martinsicuro, spezzando le vite di due giovani del posto: un 38enne in sella alla sua moto di grossa cilindrata, Giovanni Maria Cervellini, procedeva verso sud lungo via Roma mentre nell’altra corsia e in senso contrario stavano arrivando tre ragazzi in sella ai propri scooter. Erano stati in spiaggia, erano diretti verso un ristorante dove avevano in programma di assistere alla partita della Nazionale di calcio al debutto negli Europei che avrebbe poi vinto. Tra questi c’era un 27enne di origini tunisine, Chebbi Rabya, che secondo la ricostruzione degli inquirenti aveva tentato il sorpasso delle auto che lo precedevano ed era stato centrato in pieno dalla moto in un impatto violentissimo. Uno dei due è morto sul colpo, per l’altro si è tentato un disperato tentativo di rianimazione da parte dei soccorritori giunti sul posto.
Per ritrovare un altro incidente con due morti nel Teramano bisogna risalire al 6 dicembre del 2018 sul cosiddetto Lotto zero, la variante sud alla statale 80 che costeggia l’abitato di Teramo. Spartaco Ambrosii, 74 anni, e sua moglie Nannina Di Giulio, 72 anni, originari di Isola del Gran Sasso ma da tempo residenti a Teramo, sono morti insieme così come insieme avevano sempre vissuto. La loro auto si è scontrata frontalmente con un’altra vettura sulla variante. Secondo la prima ipotesi delle forze dell’ordine Ambrosii, forse a causa di un improvviso malore, potrebbe aver perso il controllo della sua Lancia Delta che è finita di traverso sull’altra corsia scontrandosi frontalmente con una monovolume guidata dall’avvocato Eugenio Galassi, conosciutissimo penalista teramano, che nulla ha potuto per evitare lo schianto. Nel violento impatto il professionista ha riportato diversi traumi, ma non è mai stato in pericolo di vita.
Andando oltre i confini teramani, è ancora fresca nella mente di tutti gli abruzzesi la tragedia di Andrea Silvestrone, il campione di tennis paralimpico morto il 4 febbraio scorso in un tremendo frontale sull’A14 nelle Marche insieme a due dei tre figli. (d.v.)
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