I primari irrompono in Consiglio. Per dire no

In Comune, a Pescara: vogliono il super ospedale. E trovano l’appoggio di centrosinistra e centrodestra
PESCARA. L’ambizione di avere un dipartimento di emergenza, urgenza e accettazione (Dea) di secondo livello spinge i medici e i primari di Pescara a irrompere in massa in consiglio comunale per investire pubblicamente tutte le forze politiche cittadine. «L’ospedale Spirito Santo è la sede naturale per ospitare l’hub di secondo livello», esordisce al microfono Antonio Ciofani, portavoce della Consulta dei medici e direttore di Nefrologia e Dialisi. «Eventualmente e solo per le prime fasi», aggiunge sventolando uno studio del Sole 24 Ore che dà corpo a questa tesi, «lasciando un collegamento funzionale con il polo cardiochirurgico dell’ospedale di Chieti». La richiesta è stata snocciolata ieri pomeriggio nel corso di una seduta straordinaria del consiglio comunale, aperta ad ampie rappresentanze del comparto sanitario e sindacale, convocata dal presidente Francesco Pagnanelli per discutere delle problematiche dell’ospedale civile. Assenti i rappresentanti della politica regionale, con la sola eccezione di Alfonso Mascitelli, direttore dell’Agenzia sanitaria regionale, mentre l’assessore alla Sanità Paolucci ha inviato una lunga lettera in cui ha spiegato i principi della riorganizzazione della rete ospedaliera abruzzese. Uno dopo l’altro sono intervenuti Mascitelli, Domenico Pettinari (consigliere regionale M5s), Moreno Di Pietrantonio (segretario cittadino Pd e responsabile del Serd) che ha reso noto la posizione dei democratici, Loretta Tobia (Garante dei diritti dell'anziano del Comune di Pescara), Fiorella Cesaroni (associazione a tutela dei diritti del malato), Maria Faieta (comitato pazienti oncologici), Umberto Coccia ed Emilia Di Nicola delle segreterie Cisl e Cgil di Pescara e, infine, Patrizia Cicconetti (Istituto senologico Abruzzo). In sala, tra gli altri, i primari Massimo Basti, Carlo Garufi e Carmine D'Incecco. Tutti compatti e in accordo con i medici, i consiglieri di centrodestra e centrosinistra che hanno votato un ordine del giorno (approvato con 20 voti a favore e con l’astensione dei 3 rappresentanti M5S) in cui “si invita il sindaco a farsi promotore presso i competenti organi regionali affinché il Dea di secondo livello sia istituito nel presidio ospedaliero di Pescara in collegamento funzionale con la Cardiochirurgia dell’ospedale di Chieti”. «In ragione dei numeri», ha spiegato il sindaco Marco Alessandrini, «dei 98mila accessi all’anno al pronto soccorso, dei 25mila ricoveri annui, della disponibilità dei reparti di Neurochirurgia, Chirurgia toracica, plastica, maxillo facciale e Angiografia interventistica che assicurano l’assistenza nelle emergenze del politrauma, dell’infarto e dell’ictus, e inconsiderazione del numero esiguo di emergenza cardiochirurgiche, riteniamo che l’ospedale di Pescara sia quello maggiormente qualificato per diventare presidio di secondo livello. Il solo reparto che manca è Cardiochirurgia, che si trova a Chieti, ma se il Ministero riterrà possibile la collaborazione in considerazione della vicinanza territoriale, allora è possibile organizzare un servizio di collegamento funzionale».
«E’ un compromesso accettabile dal punto di vista tecnico», ha evidenziato Ciofani con l’auspicio che «questo grido di allarme partito dal profondo dell’ospedale possa essere ascoltato dalla Regione, dato il peso della città di Pescara e di questa istituzione».
Ylenia Gifuni

