I prof: anche i genitori rispettino le regole

Dopo il caso della maestra contestata, i docenti della scuola Di Blasio difendono la dirigenza
MONTESILVANO. I docenti della primaria dell’istituto comprensivo Troiano Delfico scrivono una lettera per difendere la scuola e il preside Nino Traini e rispondere a un gruppo di genitori che aveva protestato per l’impossibilità di accedere all’edificio. Una polemica che era stata sollevata a margine di un’altra protesta, quella contro una maestra contestata per i metodi giudicati troppo violenti dai genitori.
In una lettera, i docenti ricordano le regole e affermano: «In base al regolamento, i genitori possono accompagnare i propri figli all’ingresso della scuola e nel caso del plesso Di Blasio possono lasciare i bambini ai cancelli dove all’orario d’ingresso ci sarà un collaboratore che vigilerà sull’entrata degli alunni. Per ragioni di sicurezza, non è consentito entrare in auto nei cortili della scuola, fatta eccezione per quegli alunni autorizzati per particolari esigenze». Inoltre, lo stesso regolamento prevede: «È consentito l’accesso nell’atrio scolastico, durante le ore di lezione, a genitori, rappresentanti ed esponenti degli enti locali e di quanti, a vario titolo, sono coinvolti nella realizzazione del Pof (Piano dell’offerta formativa). La loro presenza deve, comunque, essere motivata e sempre autorizzata dal dirigente o, in caso di sua assenza o impedimento, da persona delegata».
Poi, a limitare gli accessi, dal 19 febbraio scorso, è anche una disposizione del Comune in cui, spiegano i docenti, «si invitavano le dirigenze “a volersi adoperare affinché tutti i cancelli di ogni singolo edificio scolastico siano sempre chiusi onde evitare l’arbitraria intrusione di veicoli e/o malintenzionati” proprio perché consci della enorme “noncuranza” con cui alcuni genitori accompagnano i figli a scuola (quasi a volerci entrare fin dentro l’aula) e, nel contempo, della fondamentale importanza della prevenzione».
I prof si dicono, quindi, «sconcertati dalle dichiarazioni dei genitori tese a valutare la scuola nella sola accezione negativa del controllo e della repressione e non nell’ottica della sicurezza e del buon funzionamento delle attività didattiche; riteniamo altresì strumentale l’utilizzo delle frasi del regolamento estrapolate dal contesto generale mostrando anche una non conoscenza degli atti della scuola sia pur pubblicati; rileviamo come un atteggiamento di minore rigidità e accoglienza tenuto a volte in passato, valutando i singoli casi, sia stato scambiato per la regola e non per l’eccezione. I docenti e il personale Ata della scuola sono convinti che sia indispensabile, per il buon andamento delle attività scolastiche, poter lavorare in un clima sereno e scevro da condizionamenti e pregiudizi e condividono le norme indicate dal dirigente scolastico, già frutto di una scelta collegiale e democratica da parte dell’istituzione scolastica».

