I profughi raccontano la guerra: «I nostri vicini uccisi dai missili»

All’Alberghiero De Cecco le testimonianze dei ragazzi ucraini che hanno dovuto lasciare le loro case La preside Di Pietro: «Nella nostra scuola accoglieremo con tutto il cuore gli studenti che lo vorranno»
PESCARA. «Un missile è entrato in casa dei nostri vicini e due bimbi piccoli sono rimasti uccisi. Abbiamo avuto tanta paura di morire, eravamo terrorizzati. Siamo scappati». Con gli occhi umidi e tanta rabbia dentro, Olena Nakonechna, 37 anni, mamma di Alla, Artem, che ha chiesto un pallone per giocare, e Milena, 16,10 e 4 anni, arrivati meno di una settimana fa a Pescara da Nikolaev, città a 65 chilometri dal Mar Nero, bombardata a più riprese dai raid russi, racconta la sua odissea a un mese esatto dall’avvio della guerra in Ucraina. «Quel 24 febbraio dormivamo, alle 4 del mattino», rimembra impietrita con l’aiuto delle traduzioni di Irina Marchenko e Kateryna Alerush, «all’improvviso un rumore fortissimo. Il cielo era una palla di fuoco. Avevamo capito che eravamo in guerra, ma non riuscivamo a crederci. Ci siamo alzati, i bambini correvano spaventati da una stanza all’altra, un missile è entrato in un appartamento vicino. Due bimbi morti, il palazzo devastato, i vetri in frantumi. Siamo rimasti in silenzio e con le luci spente, poi, solo qualche giorno dopo, l’8 marzo, siamo riusciti a fuggire». La famiglia ieri mattina era ospite dell’istituto Alberghiero “De Cecco”, insieme ad altre mamme e bimbi (tutti alloggiati all'hotel Antagos di Montesilvano) invitati all’evento solidale “Guerra e pace-storia e storie dal fronte ucraino” voluto dalla preside, Alessandra Di Pietro che ha sottolineato «il momento di grande impatto emozionale e di vicinanza alle vittime di questa immane catastrofe. Oggi sventoliamo la bandiera della pace», accanto a quelle ucraina e russa che colorano le mani sulla locandina. L’incontro, svoltosi nell’Officina del Gusto trasformato in uno spazio teatrale, è stato l’occasione per una lettura scenica del testo “Il sangue delle città” scritto da Roberto Melchiorre e recitato con l’attore Edoardo Oliva. Lo storico Enzo Fimiani si è soffermato sull'importanza di «conoscere e comprendere, per capire la storia».
In platea, l’ex sindaco Marco Alessandrini, l’ex deputato Gianni Melilla, lo storico pescarese Antonio Di Loreto. «Accoglieremo con tutto il cuore gli studenti che lo vorranno, nella nostra scuola», è l'invito della dirigente Di Pietro che ha abbracciato le prime tre ragazze ucraine, Alla (che in Ucraina stava per iscriversi a una facoltà di Economia e ora non sa che fare: «Posso andare all’università?» domanda in lacrime mentre aspetta una risposta), con Dasha e Ialina, 15 e 16 anni, che hanno chiesto di frequentare le lezioni. Dasha Humeniuk, ballerina di danza classica, è arrivata 8 giorni fa da Odessa con mamma Olga, estetista, e papà Sergej, entrambi affetti da sordità. «È disperata», perché nella sua terra ha dovuto lasciare i nonni, Larisa ed Evgenij, dai quali la famiglia si era rifugiata prima di attraversare il confine con la Moldavia, «senza vestiti, né soldi» e ringraziano «i pescaresi per l'affetto che ci hanno dimostrato». Dasha chiede un paio di scarpe e qualche vestito. Se ne sta già occupando il gruppo di volontari “Help Ukraine” coordinati da Vittorio Molinari. Ialina Korduba, 16 anni, ballerina, ha attraversato la frontiera polacca, da Ternopil, con mamma e tre fratellini di 10 e 5 anni e uno di 13 mesi: «Eravamo in tanti lì, la gente era nervosa, stanca. Faceva molto freddo e ci siamo ammalati», racconta la ragazzina con lo sguardo fiducioso, che ha aiutato la madre a trovare cibo e riparo per i fratellini. «A Ternopil i missili ci volavano sulle teste e ci siamo rifugiati nei sotterranei dove stavamo tutti stretti uno sull’altro e al buio. Sono in pena per mia nonna Natalia, 57 anni, che è voluta rimanere, insieme ai gattini, per non perdere la casa. Speriamo che non le accada nulla».
Di Pietro e la docente Pina Fusco hanno donato giocattoli ai bambini già innamorati della pasta al sugo, pizza e gelato. Mentre la più piccolina, Milena, si lascia coccolare e fa il girotondo con le studentesse dell’Alberghiero, quarta A accoglienza, Giorgia Coppa, Arianna Severoni, Aurora Cerillo, Giulia Di Carlo, Adelina Gheorghe, Beatrice Ricci e Martina Staffieri.
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