«I profughi saranno integrati»

5 Settembre 2015

Sel e Rifondazione contro Sospiri: potranno fare lavori utili

PENNE. L’arrivo di 40 immigrati nella struttura del Lapiss, all’interno dell'oasi naturale Lago di Penne, continua a far discutere e animare il dibattito politico cittadino. Dopo la presa di posizione contraria all’ospitalità dei rifugiati all’interno della struttura del Lapiss da parte del consigliere regionale di Forza Italia, Lorenzo Sospiri, sono stati i rappresentanti locali di Sel e Rifondazione comunista a dire la propria. «Sel ha subito salutato con favore la proposta avanzata dalla prefettura di Pescara per garantire una accoglienza dignitosa  ai rifugiati in Italia perché il territorio vestino si confermi  terra di accoglienza nei confronti di coloro che sono in fuga dai Paesi in preda alle miserie della guerra, della fame e della disperazione», dichiara Daniele Licheri coordinatore provinciale di Sel. «La scelta», continua Di Paolo segretario del Circolo di Penne e dell’Area Vestina, «rientra negli obiettivi di integrazione e cooperazione internazionale in continuità ai progetti attuati negli anni scorsi. È sbagliato  strumentalizzare i rifugiati per fini politici, ben venga la collaborazione. Dispiace constatare che alcuni partiti  intervengano in modo propagandistico sui problemi solo quando sono sotto i riflettori mediatici. Non è così che si affronta l’emergenza e l’accoglienza».

Anche il segretario Pennese di rifondazione, Gabriele Frisa, ha voluto dire la sua sulla questione immigrati ospitati al Lapiss. «Sospiri», attacca Frisa, «critica l’accoglienza degli immigrati a Penne ma non dice nulla per quello che accade a Montesilvano, dove interi palazzi sono diventati ghetti per ospitare poveri rifugiati. Forse perché a Montesilvano a gestire i guadagni sono i politici di Forza Italia ed altri. Di certo tra il Pd e Forza Italia non c’è tanta differenza». Sospiri ha eseguito un sopralluogo nell’albergo di Montesilvano che ospitati i profughi e ha criticato più volte la scelta di ospitarli in una zona turistica. «L’amministrazione D’Alfonso, grazie all’ospitalità data ai rifugiati, potrebbe far lavorare gli immigrati in mansioni di pubblica utilità e magari risparmiare una somma che permetta di ridurre le tasse o dare qualche sostegno in più alle famiglie pennesi che vivono una situazione di difficoltà», chiosa Frisa.

Francesco Bellante

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