I proventi del legname al Comitato

La Regione invita il Comune a cedere quanto recuperato dalla bonifica
FARINDOLA. Si comincia lunedì con la bonifica dell’area dell’hotel Rigopiano abbattuto dalla valanga. E come richiesto dal Comitato familiari vittime nella riunione avuta proprio a Farindola due giorni fa con i rappresentanti della Regione e della ditta appaltatrice, il ricavato della vendita del legname recuperato, circa duemila tonnellate, andrà in gran parte proprio al Comitato e non solo al Comune di Farindola. Una richiesta recepita immediatamente dalla Regione, per il tramite del rappresentante della presidenza Enzo Del Vecchio, che con una delibera approvata ieri in giunta invita esplicitamente il sindaco di Farindola a destinare gran parte dei proventi derivati dalla vendita del legname recuperato, proprio al Comitato. Il Comune, che ha messo in vendita il legname al prezzo definito “simbolico” di sei euro al quintale, coprirà le spese relativa alle operazioni di bonifica, per poi lasciare il resto proprio al Comitato «non per fini di lucro», ha rimarcato Del Vecchio, «ma per portare avanti le loro iniziative in ricordo delle vittime».
Da una prima stima, oltre alle duemila tonnellate di legname, si tratta di bonificare l’area da circa 5.600 tonnellate di macerie e altre 800 di cosiddetti rifiuti indifferenziati, perlopiù radici incuneate nel cemento di quello che era il piazzale dell’albergo. Come spiega Giovanna Santacroce, legale rappresentante della Ecoalba, la società di Volturino, in provincia di Foggia che a Farindola gestisce anche il servizio di raccolta indifferenziata, «il tempo massimo previsto per la conclusione della bonifica è di sei mesi. Si comincia lunedì con l’allestimento del cantiere e poi via via con la pulizia delle alberature e del legnatico all’esterno dell’albergo. Solo dopo si passerà all’hotel». Un passaggio che prevede la scoperchiatura del tetto, da ricoprire di volta in volta con un tendone (come sollecitato dal Comitato), per iniziare a mano, già dal sottotetto, il recupero di vestiti, oggetti personali e tutto quello che le 29 famiglie non hanno ancora recuperato dei loro cari. Telefonini, tablet, documenti, e valigie per gran parte dei dipendenti del resort, che saranno via via raccolti e catalogati in sacchi trasparenti che dovrebbero essere custoditi, è ancora un’ipotesi, all’interno del Rifugio Acerbo a poche decine di metri dal resort. Alle operazioni di bonifica, finanziate con i fondi del terremoto per 800mila euro, potranno assistere i rappresentanti dei familiari che dopo la riunione di giovedì si sono detti «parzialmente soddisfatti». Come è stato ribadito nel corso dell’incontro, i lavori saranno interrotti in caso di maltempo, secondo quanto previsto dalla neonata commissione valanghe del Comune. (s.d.l.)

