I residenti di via De Gasperi in strada contro le prostitute

Riparte la battaglia del comitato: «Il sindaco non ha mantenuto le promesse»
PESCARA. Ore 22,30 di lunedì scorso. In via De Gasperi spuntano tre prostitute. Qualche automobilista si ferma a parlare con le donne e si crea una piccola coda di macchine. I residenti si affacciano dalla finestra, vedono ciò che sta accadendo e decidono di organizzarsi. Indossano le pettorine arancioni con la scritta «Comitato via De Gasperi» e tirano fuori gli striscioni antiprostitute che avevano già utilizzato con successo l’inverno scorso.
È ripartita così la protesta degli abitanti di via De Gasperi contro le prostitute. Tutte le notti, a partire da lunedì scorso, i residenti sono costretti a scendere in strada per cacciare via le «passeggiatrici» che sono tornate a farsi vedere lungo via De Gasperi. «La prostituzione rialza la testa e il comitato di via De Gasperi riprende l’attività», avverte Felice Bortoli portavoce dei residenti.
Nell’inverno scorso, precisamente da ottobre a febbraio, gli esponenti del comitato avevano passato le loro notti al freddo e senza dormire per mandare via anche allora un gruppo di prostitute, dissuadendo le auto dei loro clienti dal fermarsi. E alla fine, dopo una lunga e dura battaglia, i residenti erano riusciti a mandarle via.
Ma la pace è durata solo quattro mesi, perché già nei primi giorni di giugno gli abitanti hanno cominciato a notare qualche strano movimento la notte. Fino a domenica scorsa, quando alcuni esponenti del comitato hanno avuto la certezza del ritorno di qualche prostituta nella loro via. E il comitato non si è fatto trovare impreparato. «Per adesso ci sono solo tre prostitute», dice Bortoli, «ma dobbiamo fermarle in tempo, prima che si riformi una struttura organizzata, così come era accaduto nell’inverno scorso, quando nella nostra strada era comparso persino un camper».
Anche stavolta gli abitanti di via De Gasperi si sentono abbandonati. «Non dalle forze dell’ordine che fanno in pieno il loro dovere», ci tiene a precisare il portavoce del comitato, «anche l’altra sera, una pattuglia della polizia, chiamata da noi, è intervenuta prontamente più volte per fare i controlli. Ma le forze dell’ordine hanno le mani legate».
L’ordinanza antiprostituzione, che il sindaco aveva emanato in più occasioni negli anni scorsi, è scaduta nel febbraio scorso e non è stata più rinnovata. I residenti puntano il dito contro l’amministrazione comunale. Più precisamente, contro il sindaco Marco Alessandrini che, nell’inverno scorso durante un sopralluogo di notte in via De Gasperi, aveva fatto alcune promesse al comitato. «Pescara è una città di marinai», afferma con sarcasmo Bortoli, «e il sindaco da buon marinaio aveva promesso di installare delle telecamere in via De Gasperi, tradendo poi la sua promessa».
L’obiettivo sarebbe stato quello di scoraggiare il fenomeno della prostituzione con la presenza delle telecamere e il sindaco, in effetti, aveva annunciato così quella misura. «In via De Gasperi», aveva detto il 25 ottobre scorso, «interverremo presto con un rafforzamento dei dispositivi di controllo, perché la prostituzione che in questo periodo interessa la zona non si radichi. Per scoraggiare tale fenomeno, oltre all’ordinanza che riguarderà tutto il territorio cittadino, si sta pensando all’installazione di telecamere lungo la via».
«In compenso», rivela Bortoli, «Attiva ha installato una telecamera su un cassonetto in piazza Santo Spirito per individuare chi getta i rifiuti per terra, ma l’apparecchio è in parte coperto e può filmare solo parzialmente. Inoltre, c’è un impianto elettrico che fa ridere». Il comitato è intenzionato a proseguire la sua battaglia. Oltre ai sit-in notturni, il portavoce ha preannunciato altre iniziative, di cui non ne ha rivelato la natura, «che coinvolgeranno la pubblica amministrazione».
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