I residenti: «Difenderemo le case»

1 Luglio 2023

Parlano i proprietari degli immobili a rischio: non ci arrendiamo, aspettiamo il Tar

MANOPPELLO. «Non ci rassegniamo a perdere la casa costruita dai nostri nonni o genitori, stiamo lottando con tutte le nostre forze contro l’abbattimento deciso da Rfi, provvedimento di cui, però, non abbiamo avuto ancora comunicazione ufficiale dalle Ferrovie. Col comitato Comferr abbiamo fatto ricorso al Tar e singolarmente stiamo procedendo per le vie legali. Al momento la situazione è di disperazione, paura e sgomento». È il sentimento di Valentina Aceto, uno dei residenti di Manoppello che rischiano di perdere la propria abitazione con la demolizione prevista da Rfi per consentire il raddoppio della ferrovia Pescara-Roma. «Anche se il Comune si è schierato a favore proponendo delle migliorie per la comunità, e ben vengano, noi restiamo sempre per il no al progetto. Se ci toglieranno casa dovremo andare in affitto altrove», dice la cittadina che risiede tra via Amendola e via De Gasperi.
Di fronte, sulla stessa via, c’è il supermercato di Franco Di Marco: anche lui è preoccupato perché teme l’abbattimento della sua attività: «Ho cinque dipendenti e una famiglia. Sono distrutto al pensiero di perdere il negozio».
Rischia di scomparire anche il vecchio casello 22/729, sorto 150 anni fa tra via Galilei e via Aldo Moro, stretto su una lingua di terra al passaggio ferroviario con le sbarre, dove dal 1967 vive Elisa Cocciolone. Con il marito Leto Chiavelli, casellante scomparso 19 anni fa, sistemò quella residenza delle Ferrovie e insieme crebbero 4 figli. «Ci siamo ammazzati di lavoro per ristrutturare questa dimora e ora vorrebbero cancellarla. Piangevo allora e piango oggi, ma non ci arrenderemo».
Cinzia Cordesco