I residenti: via Verrino resti chiusa

Trenta famiglie aspettano marciapiedi, fogne e illuminazione
PESCARA. «Abbiamo chiesto per anni che via Verrino venisse chiusa al traffico per motivi di sicurezza. Ora che è accaduto con l’istituzione della zona a traffico limitato siamo favorevoli all’attuale chiusura decisa dal Comune e restiamo in attesa dei lavori di allargamento della strada, la creazione di marciapiedi, illuminazione e fogne».
Via Verrino è una strada «privata dal 1963», così sostengono i residenti, trenta famiglie che chiedono di restare anonime «per paura di ritorsioni che già ci sono» e che replicano al comitato di quartiere “Per una nuova Rancitelli”. Il comitato nei giorni scorsi aveva contestato il fatto che lo stop alle auto su via Verrino sia avvenuto «senza che siano stati affidati i lavori di allargamento e messa in sicurezza della via».
«Non siamo privilegiati», attaccano i «proprietari della strada privata» a senso unico, che collega via Tavo a via Sacco, passando per via Lago di Posta, dove si trova la chiesa dei Santi Angeli Custodi diretta da don Massimiliano De Luca.
Ed è proprio su questo lato della via che sono stati posizionati i paletti che impediscono l’accesso alle auto su via Lago di Posta.
«Ma non l’accesso ai pedoni e alle carrozzelle dei disabili che possono recarsi in chiesa o arrivare fino a via Tavo o via Vella» puntualizzano gli abitanti di quel budello di strada lungo 120 metri e largo 3 metri e 30 centimetri, che si sono riservati lo sbocco su via Tavo, il lato rimasto aperto alle auto per consentire l’ingresso e l’uscita dalle rispettive abitazioni.
I residenti di via Verrino, in sostanza, spiegano di non «essere stati privilegiati dal Comune con questo provvedimento di chiusura, ma abbiamo ottenuto solo ciò che chiediamo da anni considerato che la strada è nostra». Le famiglie aspettano con ansia che il Comune «provveda ad allargare la strada, come è nelle intenzione degli amministratori, costruire i marciapiedi che rafforzerebbero la sicurezza, le fogne e l’illuminazione. Servizi che da queste parti non abbiamo mai visto». (c.co.)

