I “ribelli” contestano «Esclusi dalle scelte sulla città del futuro»

26 Novembre 2020

Pioggia di critiche dopo le anticipazioni dell’assessore Aliano Nel gruppo dei dissidenti c’è anche l’ex sindaco Maragno 

MONTESILVANO. L’assessore all’Urbanistica Anthony Aliano annuncia che il nuovo Piano regolatore generale (Prg) arriverà a breve sui banchi del consiglio comunale e scattano le rimostranze dei consiglieri di opposizione e di alcuni esponenti della maggioranza che lamentano di non essere stati coinvolti.
Dopo le anticipazioni fornite dell’esponente della giunta in merito al nuovo volto che la giunta intende donare alla città attraverso l’aggiornamento dello strumento urbanistico, a saltare sulle sedie – o meglio sugli scranni – sono stati innanzitutto sei consiglieri che, pur essendo da tempo “ribelli”, fanno parte della maggioranza del sindaco Ottavio De Martinis. Si tratta del gruppo “Siamo Montesilvano”, composto da Valter Cozzi, Lino Ruggero, Valentina Di Felice, Paola Ballarini e Giuseppe Menè, a cui si aggiunge l’ex sindaco forzista Francesco Maragno. «Siamo rimasti allibiti nel leggere le dichiarazioni dell’assessore», commentano. «Questo piano regolatore evidentemente è segreto e viene definito in stanze o in studi professionali di cui nessuno ha contezza, tanto che il presidente della commissione Urbanistica, Ruggero, ne è completamente all’oscuro. Sappiamo soltanto che è stato dato un incarico all’architetto Lucio Zazzara, o meglio che è stato incaricato per la seconda volta di redigere questo Prg, dopo l’affidamento ricevuto nel 2010. Sono quindi dieci anni che viene caldeggiato lo strumento urbanistico di cui, però, nessuno sa nulla».
I consiglieri di Siamo Montesilvano e l’ex sindaco ricordano come il piano avrebbe dovuto essere già pronto il 31 maggio 2020. «Ora, non solo non è stato realizzato entro la data prevista», aggiungono, «ma a distanza di quasi sei mesi dalla scadenza annunciata, apprendiamo che è tutto pronto per l’approvazione, ma nel silenzio assoluto con il nostro gruppo. Ancora una volta le scelte riguardanti la città vengono fatte fuori dalle aule deputate, che sono quelle delle commissioni e del consiglio». I consiglieri intervengono anche sul contestato cantiere di via Liguria, affermando che «quelle autorizzazioni potevano essere tranquillamente bloccate dall’amministrazione, e quindi da Aliano e De Martinis, visto e considerato che si aveva l’intenzione di delineare un nuovo Prg».
Fortemente scettici sul tema anche i consiglieri del Pd e del M5s che premettono come, in vista della nascita della Nuova Pescara, forse sarebbe il caso di rimettere in discussione le linee guida e attendere per ragionare in maniera più ampia e omogenea. Le minoranze, inoltre, ricordano che già nei mesi scorsi alcune incongruenze relative all’affidamento dell’incarico e i ritardi nei tempi di consegna erano finiti sui banchi della commissione Garanzia, presieduta dal consigliere dem Antonio Saccone. «Nel frattempo è passato un anno e il professionista è venuto una sola volta a dicembre in commissione Urbanistica», rivelano Pd e M5S accusando l’amministrazione di mancata partecipazione dell’assemblea e dei cittadini sul futuro della città e parlando di un Prg chiavi in mano. «Intanto, passano i mesi e gli anni e siamo in attesa di vedere almeno il portachiavi», evidenziano con sarcasmo, «non vorremmo trovarci di fronte all'ennesima boutade dell'assessore».
Proprio perché intendiamo rimediare agli errori del passato e bloccare il pasticcio normativo che ha permesso che si rilasciassero autorizzazioni con incremento volumetrico su diverse aree della città con casi limite come su via Liguria», annunciano, «intendiamo sin da subito portare all’attenzione del consiglio la revisione della norma tecnica di attuazione che, in deroga alla normativa nazionale, consente questo scempio».