I ricavi dell’ultimo anno sono di 9 milioni di euro
PESCARA. La Camera di commercio di Pescara ha chiuso il bilancio consuntivo 2014 con un tesoretto di 12 milioni e 711mila euro di avanzi di tesoreria. Una somma che rende l’idea dello stato di salute...
PESCARA. La Camera di commercio di Pescara ha chiuso il bilancio consuntivo 2014 con un tesoretto di 12 milioni e 711mila euro di avanzi di tesoreria. Una somma che rende l’idea dello stato di salute dei conti dell’ente e che ha consentito al presidente Daniele Becci, nellìultimo anno, di destinare 2 milioni e 400mila euro all’organizzazione di iniziative volte a promuovere il territorio e le sue imprese. Tra la gestione del Marina di Pescara, il lancio di kermesse come la Mostra del fiore e Pescara Sposi che hanno portato migliaia di turisti e visitatori nel padiglione espositivo del porto turistico, la fiera sulla nautica da diporto Sottocosta e manifestazioni di primo piano come Estatica o Mediterranea, senza contare l’assegno staccato alla Snav per incentivare il collegamento estivo Pescara-Croazia, oltre il 30 per cento delle entrate certificate è stato utilizzato per il turismo e la promozione dell’immagine del capoluogo adriatico.
Come rende noto il segretario generale Roberto Pierantoni, nell’ultimo anno i ricavi della Camera di commercio di Pescara si sono stabilizzati a 9 milioni di euro. La somma è il risultato della tassazione delle 42.397 imprese iscritte, che pagano mediamente 90 euro all’anno, aggiunta al 15 per cento dei diritti di segreteria.
«Ma abbiamo calcolato», spiega Pierantoni, «che la Camera di Commercio versa 77,91 euro all’anno a ciascuna impresa: la cifra deriva dal rapporto tra le spese sostenute per le varie iniziative e il numero delle aziende iscritte. Con la fusione di Pescara con Chieti la tassazione per le imprese scenderà ulteriormente con un taglio del 35 per cento nel 2015, del 40 per cento nel 2016 fino al 50 per cento nel 2017. A ciò si aggiunge che i tempi medi per i pagamenti alle aziende sono attestati a 27 giorni, a fronte di una media europea di 30 giorni per le pubbliche amministrazioni».
Quanto agli oneri attestati nel consuntivo 2014, nonostante la crisi che continua a colpire il territorio, sono passati da 1 milione e 463mila euro del 2010 a 2 milioni e 370mila euro del 2014. Con un aumento, rispetto al 2013, di 59 punti percentuali. Le somme versate allo Stato invece oscillano intorno ai 615mila euro, a fronte dei 413mila euro pagati nel 2011. La crescita, in questo caso, è del 48,8 per cento. Anche i costi del personale, con il blocco delle assunzioni e del turn-over, si sono abbassati del 30 per cento dal 2011 al 2014. (y.g.)
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