I riti della marineria e i volti della pesca al Museo del porto

In mostra il legame tra la città e i sacrifici della vita in mare Lattanzio: «Con le tradizioni si può programmare il futuro»
PESCARA. Le paranze, imbarcazioni lunghe che uscivano in coppia per restare in mare giorni e giorni e praticare la pesca a strascico; il retiere, figura ormai quasi del tutto scomparsa che si occupava del rammendo o della costruzione delle reti da pesca; lu sbalzocche che ancora oggi aiuta a gestire l’asta della vendita del pesce; le donne della marineria, anello essenziale per far funzionare la catena del mondo dei pescatori. Sono alcuni degli elementi scelti per raccontare e celebrare il legame che la città di Pescara ha con le tradizioni marinare. Ieri mattina è stato inaugurato il Museo diffuso del porto, un percorso attraverso 11 installazioni interattive che narrano di luoghi, personaggi e usanze. Il progetto nato da una iniziativa del Flag Costa di Pescara, insieme al Comune è realizzato grazie a un finanziamento ottenuto tramite la Regione Abruzzo dal Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (Po-Feamp).
«Pescara è una città che vive di mare e il rapporto con la marineria continua a consolidarsi giorno per giorno», ha commentato il sindaco Carlo Masci durante l’inaugurazione a cui hanno preso parte il presidente del Flag Costa di Pescara Claudio Lattanzio, l’assessore alla Cultura Maria Rita Carota, per la Regione Abruzzo il dirigente Francesco Di Filippo, in rappresentanza della Sib-Confcommercio Riccardo Padovano e il professor Giacomo Fanesi.
«Scoprendo questi totem diamo risalto a questa nostra caratteristica, visto che il mare e il fiume sono i due elementi identitari della nostra città». Gli 11 totem sono stati installati in piazza Rizzo (due punti), via Andrea Doria, piazza Unione, via Conte di Ruvo, sul lungomare davanti la Madonnina del Porto e a borgo marino nord, sul lungofiume Paolucci in tre punti e in piazza Sant'Andrea. Puntando sul qr code posto sulle installazioni si apriranno degli approfondimenti con foto e didascalie pubblicate sul sito del Flag Costa di Pescara e messe a disposizione da Fanesi. «La tradizione, la storia sono elementi essenziali per comprendere il presente e meglio programmare il futuro», ha affermato il presidente Lattanzio. «La nostra città, che proprio mercoledì ha festeggiato i 96 anni dalla sua fondazione, vive in simbiosi con il suo porto e il suo fiume. In questa ottica il Flag Costa di Pescara ha finanziato la realizzazione e il posizionamento di 11 totem che raccontano la storia della marineria pescarese creando un percorso ideale, tra borgo marino sud, il porto e borgo marino nord senza tralasciare l’aspetto innovativo».
«Il progetto del Museo diffuso del porto fa parte del più ampio progetto di valorizzazione delle tradizione marinare previsto nel Piano di Sviluppo del Flag Costa di Pescara approvato dalla Regione», ha aggiunto il dirigente regionale Di Filippo, «e da questa finanziato nell’ambito delle risorse e delle attività previste dal Fondo europeo per gli affari marittimi e per la pesca. Seguirà presto anche la realizzazione del Museo delle Genti di Mare nelle sale appositamente allestite nel Museo del Mare in fase di ristrutturazione». «Le storie che questi totem raccontano sono tutte significative», ha evidenziato l’assessore Carota che ha puntato l’attenzione sull’installazione incentrata sulle donne della marineria «che hanno sempre avuto un ruolo straordinario».

