«I semafori non sono bancomat»

San Giovanni Teatino, le minoranze contestano il metodo delle multe a raffica
SAN GIOVANNI TEATINO. Riflettori di nuovo puntati sui semafori della discordia, a Sambuceto. Questa volta, nel mirino del gruppo di opposizione San Giovanni Democratica (Sgd), finisce il mancato appalto del servizio di gestione delle multe sfornate dal sistema elettronico di rilevamento delle infrazioni, con le foto trappole, per gli automobilisti che passano con il rosso.
Situati in via Po, zona Metro, e lungo la Tiburtina, tra l'aeroporto e l'Auchan, i semafori sono al centro di vivaci contestazioni, da quando, lo scorso agosto, sono stati dotati di videocamere che riprendono tutti i mezzi in transito. Chi non si ferma quando è rosso viene multato, con una sanzione di 160 euro da pagare al Comune e decurtazione di 6 punti sulla patente. Diverse migliaia le multe finora incassate dall'ente, un vero e proprio tesoretto. Un'operazione per rendere più sicura la circolazione, secondo l'amministrazione del sindaco Luciano Marinucci, mentre per l'opposizione si tratta di un bancomat che consente al Comune di prelevare soldi tutti i giorni agli automobilisti che passano da quelle parti. I consiglieri Pino Costantini, Giulia Parrucci e Cinzia Silvestri, del gruppo Sgd, hanno presentato un'interrogazione per chiedere conto sull'affidamento in economia del noleggio delle apparecchiature per rilevare le infrazioni e del servizio di gestione dei verbali.
«La scelta delle telecamere ai semafori l'abbiamo sempre considerata quella che effettivamente è, cioè una voce di entrata del bilancio, un modo per fare cassa, piuttosto che uno strumento di prevenzione degli incidenti» affermano i tre consiglieri, «tant'è che nel bilancio di previsione 2016, approvato a fine giugno, figuravano entrate per 1milione 440mila euro, a titolo di accertamenti per violazioni al codice della strada, benché nel primo semestre 2016 ne fossero state accertate a malapena per 100 mila euro. Intendiamo avere chiarimenti sulle procedure di affidamento del servizio di noleggio delle apparecchiature e di gestione dei verbali. L'amministrazione ci dovrà rispondere sulle ragioni che l'hanno portata a fare affidamenti diretti e in economia, piuttosto che indire una procedura di gara pubblica, come a nostro parere si dovrebbe fare. In linea con il codice degli appalti».
Gabriella Di Lorito
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