I senegalesi replicano a Masci: dal sottopasso non ci spostiamo

30 Maggio 2019

Il sindaco vorrebbe trasferire nei mercati rionali gli ambulanti extracomunitari della stazione  La risposta di Guobadia, portavoce della comunità: abbiamo le autorizzazioni, non ce ne andiamo  

PESCARA. A sei giorni dall’apertura ufficiale, il mercatino etnico rischia di scomparire. Accadrà se si realizzerà l’intenzione del sindaco Carlo Masci di trasferire gli ambulanti nei mercati rionali, come annunciato al Centro nell’intervista di ieri.
Ma dalla comunità senegalese arriva la replica: un secco «no, da qui non ce ne andiamo».
Lo affermano gli stessi ambulanti, che da giorni aspettano clienti che stentano ad arrivare nella nuova struttura sotto il tracciato ferroviario di via Ferrari, voluta e combattuta dalla giunta uscente di Marco Alessandrini.
E lo ribadisce con forza il loro portavoce, Patrick Guobadia, responsabile dell’ufficio migranti del sindacato Cgil, che va dritto al punto: «Abbiamo ottenuto le autorizzazioni dalle Ferrovie a stare in quell’area, che era un parcheggio trasformato dal piano regolatore per realizzare un mercato a tutti gli effetti. Siamo in regola con il Comune e con i pagamenti delle tasse. Il sindaco dovrebbe leggere le delibere. Su quali basi ha preso questa decisione? Può cacciare qualcuno se non rispetterà i patti» di buon comportamento assunti con l’amministrazione uscente.
Hanno letto l’intervista del Centro gli ambulanti del mercatino e ieri pomeriggio erano al corrente del provvedimento annunciato dal neo sindaco: «Abbiamo aspettato quattro anni per avere questo spazio e durante questi anni abbiamo sofferto molto cercando di sfamare le nostre famiglie con lavoretti di fortuna», si infervorano Dieng, Mamadou, Maktar e Ibrahim.
«Abbiamo fatto una lunga battaglia per il bando, ci siamo messi in regola e abbiamo pagato le tasse per l’occupazione dei posteggi, ora da qui non ce ne andiamo» si accende Dieng mentre sventola il documento di avvenuto pagamento della cauzione di 67,52 euro per uno spazio da 4 metri (101,28 per sei metri quadrati) e 50 euro al mese di affitto di un posto, 100 se doppio.
Ma perché gli ambulanti extracomunitari non possono o non vogliono andare nei mercati rionali a vendere le loro mercanzie? «Perché», rispondono in coro, «molti di noi non hanno mezzi per trasportare la merce da una piazza all’altra». E poi perché «gli italiani non ci vogliono accanto».
Intanto, a quasi una settimana dall’apertura ufficiale del mercatino, i senegalesi, si dicono «felicissimi» della nuova sistemazione e non hanno intenzione di mollare il sottopasso. Hanno aperto i banconi ricchi di merce «made in Africa e proveniente da ogni parte d’Europa» ma attendono ancora «l’arrivo dei clienti», si sbottonano Bas, Ibra, Maudo, Dame, Mar, Dop e Trame .
Le bancarelle sono ancora poche perché non tutti si sono messi in regola con i pagamenti. Appena 5 i banconi su «99 posti disponibili, di cui 58 assegnati su 67 domande di concessione pervenute al Comune», spiega l'assessore ai Lavori Pubblici Tonino Natarelli, «di queste 67, ce ne sono 9 di cui dovrà essere valutata la incerta posizione giuridica». Natarelli rivela che le postazioni rimanenti e non ancora occupate possono «essere assegnate anche agli italiani che ne faranno richiesta, il mercato non è aperto solo agli stranieri». Nella struttura ci sono le telecamere, i dispositivi antincendio, il bagno, il parcheggio. È aperto tutti i giorni dalle 8 alle 21, domenica compresa.