I sindacati di polizia: no all’esercito, più agenti

27 Agosto 2019

Cinque sigle chiedono a Misiti di sollecitare il ministero ad aumentare l’organico «Ci sono poche pattuglie sul territorio, l’ufficio denunce è aperto solo di mattina»

PESCARA. «Più poliziotti in questura». È questa la richiesta che alcuni sindacati hanno rivolto al questore Francesco Misiti in una lunga lettera scritta a più mani per mettere in evidenza una serie di criticità e formulare delle proposte. La decisione di Siulp, Siap, Fsp, Silp Cgil e Uil Polizia di aprire una interlocuzione con il questore è nata per il «susseguirsi di episodi connotati da un elevato indice di violenza» che hanno «acceso il dibattito politico», tanto da far «evocare la presenza dell’esercito in città» e suscitato «un forte allarme sociale», si legge nella lettera.
I segretari provinciali delle cinque sigle Orazio Colantuono, Vincenzo Colangelo, Antonio Ronzone , Roberto Metrangolo e Antonio Della Martora, chiariscono nel documento di non essere favorevoli all’arrivo dell’esercito a Pescara perché «metterebbe ancora più in ginocchio il personale della questura e le varie articolazioni». Ma sollecitano un intervento del questore sul Dipartimento «per implementare ulteriormente il personale della questura, rispetto a quanto già programmato». A questo si dovrebbe aggiungere, suggeriscono le cinque sigle, l’adozione di «ogni utile iniziativa per il contrasto alla criminalità e per migliorare la percezione della sicurezza attraverso misure riorganizzative» del personale che deve fare i conti con «l’inesorabile invecchiamento generale e la diminuzione dell’organico, a causa del limitato turn over». Ma non basta. I rappresentanti dei poliziotti suggeriscono anche una «programmazione dei servizi» e «un’azione sinergica» in primo luogo con le altre forze in campo, dai carabinieri alla polizia municipale.
La richiesta di più uomini si basa su alcune situazioni critiche meritevoli di attenzione, per i sindacalisti. La prima riguarda «il numero di equipaggi: negli ultimi tempi», scrivono, «il controllo del territorio è assicurato quasi sempre da appena due o tre equipaggi, che sono insufficienti. E questa insufficienza è aggravata dal problema irrisolto dell’impiego del personale della squadra volante nella rilevazione di incidenti stradali», che fa «distogliere il personale dalle altre attività». Sempre sul fronte della «carenza di personale, una grave sofferenza si avverte all’ufficio denunce, uno sportello strategico per il servizio al cittadino e per l’acquisizione immediata dei dati reali sulla sicurezza». Questo ufficio è aperto «solo al mattino e con un unico ufficiale che ne assicura il funzionamento». Oltre a provocare «riflessi negativi per l’utenza», queste circostanze aumentano «la distanza tra i cittadini e le forze dell’ordine i cui appartenenti sono esposti a un rischio elevato senza le minime garanzie per lavorare nelle condizioni migliori».
Tra le indicazioni sul controllo del territorio c’è anche quella di impiegare «quotidianamente a Pescara e Montesilvano il Reparto prevenzione crimine Abruzzo e il personale del Reparto mobile, come in passato».