I sindacati: senza Tac e Risonanza chiuderà il Pronto soccorso

3 Aprile 2016

Popoli, la Rsu Cgil critica i tagli che penalizzano l’ospedale e contesta le scelte degli ultimi anni a tutti i livelli politici

POPOLI. Le responsabilità della situazione di stallo per mettere in funzione apparecchiature come Risonanza magnetica e la Tac, da tempo deliberate e acquistate dalla Asl per l'ospedale di Popoli – dopo la denuncia del consigliere comunale e provinciale Mario Lattanzio – a parere della Rsu Cgil dell'ospedale, rappresentata da Enzo Sabatini, è attribuibile oltre che ai vertici regionali e della Asl, che negli anni scorsi hanno gestito la sanità pubblica, al lassismo delle parti politiche, a tutti i livelli: comunale, provinciale e regionale. L'ultimo atto si è verificato, secondo Sabatini, dopo l'incontro del 3 dicembre scorso, all'hotel Le Sorgenti, con l'assessore regionale alla Sanità, Silvio Paolucci, il direttore regionale dell'Agenzia sanitaria Alfonso Mascitelli, il parlamentare Antonio Castricone e il sindaco di Popoli, Concezio Galli, sul futuro dell'ospedale nell'applicazione del decreto Lorenzin, che invece di avviare la mobilitazione per far sentire le proprie ragioni, ha lasciato solo che un grande silenzio si abbattesse sulla sanità popolese.

«A marzo scorso abbiamo sollecitato, in tutti i modi, l'amministrazione comunale e le istituzioni di Popoli a un rapido intervento contro l' ennesimo taglio all'ospedale, rendendo pubblico il documento regionale sul "Riordino Rete Ospedaliera Regione Abruzzo" presentato ai sindacati regionali» afferma Sabatini. «Nel documento sono evidenti gli ulteriori tagli per l'ospedale cittadino inclusa la chiusura del reparto di Medicina con i suoi 20 posti letto, oltre alla chiusura del Pronto soccorso, che a tutt'oggi non è ancora definita ma potrebbe essere presto confermata».

E pare proprio che questo al più presto diventi realtà. «Tanto che in questi giorni» riprende il sindacalista «la Regione ha presentato le proposte di riorganizzazione al ministero non modificando nella sostanza le scelte per l'ospedale di Popoli, che sarà classificato come polo riabilitativo con annessi i servizi indispensabili alla sicurezza dei pazienti in coma, cerebrolesi bisognosi di riabilitazione intensiva, motoria e estensiva. Ed anche qui si rivela una penalizzazione evidente, poiché sono stati attivati a Popoli solo 20 posti letto a fronte dei 70 previsti nel piano sanitario. Negli ultimi anni» va avanti Sabatini «salvo gli interventi del parlamentare Castricone, non abbiamo assistito a prese di posizione sulla programmazione regionale e anche il documento di riordino presentato a Roma, temiamo possa subire tagli pesanti da parte del ministero».

Sabatini chiude invitando l'amministrazione popolese ad attivarsi per un incontro urgente con il manager Armando Mancini..

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