I sindaci abruzzesi: non apriremo i centri operativi di controllo

«Ieri è arrivata la nota nazionale di Anci e Protezione civile, in cui si invitano in via precauzionale i Comuni, soprattutto quelli con popolazione superiore a 20mila abitanti, ad attivare i Coc, i...
«Ieri è arrivata la nota nazionale di Anci e Protezione civile, in cui si invitano in via precauzionale i Comuni, soprattutto quelli con popolazione superiore a 20mila abitanti, ad attivare i Coc, i Centri operativi di controllo. Dopo una serie di confronti con i sindaci e con il tavolo convocato dalla Regione, abbiamo stabilito che, almeno per il momento, i Coc non verranno aperti». Ad affermarlo è Gianguido D'Alberto (foto), sindaco di Teramo e presidente dell'Anci regionale, che sottolinea due ordini di problemi: da una parte c'è il rischio che ogni comune si metta in moto autonomamente facendo saltare l'obiettivo di agire in modo sinergico, come invece prevedono i decreti ministeriali. Ma c'è anche un'altra riflessione da fare: l'Abruzzo non è in emergenza sanitaria, quindi si tratterebbe di uno strumento sproporzionato rispetto alla realtà che stiamo vivendo», fa presente D'Alberto, «l'attivazione dei Coc contribuirebbe solo a creare facili allarmismi. Ultimo aspetto, quello delle risorse umane e finanziarie. Abbiamo scritto all'Anci nazionale per rappresentare questa criticità. Siamo pronti ad intervenire, ma seguendo l'evoluzione degli eventi». (m.p.)

