I sindaci ai candidati: autostrade, basta rincari

Carsoli, l’incontro promosso dai primi cittadini di Abruzzo e Lazio, presenti Legnini e Marsilio. «Urgenti la revisione dei pedaggi e la sicurezza delle tratte»
CARSOLI. Sicurezza e caro pedaggi sull’A 24 e A25 approdano alla corte dei candidati alla presidenza della Regione, Giovanni Legnini e Marco Marsilio; nessun segnale da Sara Marcozzi, mentre il quarto candidato, Stefano Flajani, era assente per impegni precedenti. Per Nicola Zingaretti c’era l’assessore Mauro Alessandri, assente il presidente vicario della regione Abruzzo, Giovanni Lolli.
Vertice in formula incompleta, dunque a Carsoli, all’incontro promosso da sindaci e amministratori di Abruzzo e Lazio. A 28 giorni dalla fine della moratoria di Strada dei Parchi (il 28 febbraio le tariffe subiranno un incremento record di quasi il 19%), l’incontro serviva a illustrare a tutti i candidati a governatore della Regione lo stato dell’arte sulla sicurezza e il caro pedaggi, e a ottenere un impegno chiaro a condividere il percorso per stoppare una volta per tutte gli aumenti autostradali. Erano presenti una cinquantina di sindaci abruzzesi e laziali, le associazioni degli autotrasportatori, Fita Cna Abruzzo e Asso Tir. Entrambi i candidati alla carica di presidente, dopo aver ascoltato la relazione del sindaco Velia Nazzarro e del presidente del consiglio della provincia di L’Aquila, Alfonsino Scamolla, con al fianco gli amministratori locali delle due regioni mobilitati da oltre un anno, hanno assicurato il pieno sostegno per centrare l’obiettivo dei prezzi equi e delle autostrade sicure. Silenzio totale, invece, dal versante Movimento 5 Stelle: i sindaci, infatti, oltre alla candidata Marcozzi, avevano invitato il ministro Danilo Toninelli, sollecitato anche a ricevere la delegazione per fornire delucidazioni sulle tante questioni in sospeso, in primis sulla revisione del Pef (Piano economico e finanziario), lo strumento principe che regola le tariffe. E non solo.
«L’incontro», affermano Nazzarro e Scamolla, «è stato molto partecipato e soddisfacente anche alla luce degli impegni di chi ha ritenuto di intervenire, Legnini e Marsilio: lotteremo fino in fondo per trovare una soluzione definitiva sui pedaggi e certezze sul fronte della sicurezza autostradale».
Questioni sul tavolo del Ministero già dai tempi di Graziano Delrio, quando i componenti della delegazione composta dai sindaci di Carsoli e Castelli, Velia Nazzarro e Rinaldo Seca, Alfonsino Scamolla, Beniamino Pandolfi, sindaco di Colle di Tora (Rieti), Luigino Testi e Luciano Romanzi (presidenti IX e X Comunità montane del Lazio), sostenuti da sindacati e associazioni di categoria, avevano avanzato richieste precise: l’immediata sospensione dell’aumento delle tariffe in vigore dal 1° gennaio 2018; la creazione di un tavolo istituzionale aperto agli amministratori locali, per ridefinire i criteri di determinazione delle prezzi; la riclassificazione del tratto urbano che dalla barriera di Roma Est arriva fino alla tangenziale, e dei tratti classificati impropriamente montani ma che non si trovano in montagna.
Quella partita, però, è rimasta senza risposta sia con il vecchio governo di centrosinistra che con il nuovo esecutivo giallo verde del cambiamento. Finora le uniche concessioni per gli utenti autostradali sono arrivate dal gestore delle tratte: il 28 di febbraio, quando scadrà anche la seconda moratoria di Strada dei Parchi, con l’aria che tira, le tariffe “congelate” da ottobre potrebbero schizzare alle stelle. Sindaci e amministratori di Abruzzo e Lazio hanno chiesto udienza alle massime autorità del Paese, con in testa il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, i presidenti della Camera e del Senato, Roberto Fico e Maria Elisabetta Alberti Casellati: quel grido di dolore, finora si è perso nelle stanze dorate della Capitale.
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