I sogni degli studenti: saremo politici e scrittori

24 Giugno 2016

Nel giorno della seconda prova scritta i maturandi raccontano le loro aspirazioni Il messaggio dei prof su Facebook: vi abbiamo visto crescere, ora siamo orgogliosi

PESCARA. «Da grande farò il presidente del Consiglio». Oppure la scrittrice, il veterinario, l’infermiera, l’osteopata o l’attore. Hanno le idee chiare sul loro futuro gli studenti del liceo delle Scienze Umane Marconi e del classico d’Annunzio che, ieri, hanno affrontato la seconda prova d’esame scritta tra speranze, patemi d’animo e riti scaramantici. Ma ce l’hanno fatta anche grazie agli incoraggiamenti delle famiglie e dei professori che sui social si sono espressi così: «Vi abbiamo visto crescere e oggi siamo fieri di quello che siete diventati». E anche di ciò che diventeranno.

«All’età di 4 anni ho cominciato già a interessarmi di politica», racconta molto sicura di sé Serena Napoleone, 19 anni di Cepagatti, alle prese all’istituto di via Marino da Caramanico a Porta Nuova con la traccia sugli articoli 33, 34 e 35 della Costituzione sull’uguaglianza del diritto all’istruzione. «Ripetevo quello che diceva il mio papà, Giuseppe, pescivendolo ambulante, e da allora ho deciso che da grande tenterò la strada per diventare presidente del Consiglio. Se lo fossi oggi, cambierei le regole di una Italia troppo sottomessa all’Unione Europea e proverei a far uscire il Paese dalla crisi attraverso lo sviluppo sostenibile e la ricerca tecnologica». Michela Mucciante, 5ª A Economia sociale, 20 anni di Sambuceto, tiene le sue «memorie di vita chiuse in un cassetto e vorrei tanto diventare scrittrice». Martine Ferrante, 19 anni di Sambuceto, aveva il mal di testa la sera prima degli esami e «all’una di notte mi sono fatta fare il malocchio da nonno Umberto». Già volontaria della Croce Rossa, dopo il liceo si iscriverà alla facoltà di infermieristica dell’università d’Annunzio di Chieti. Federica Pettinella, 20 anni di Pescara, esibisce il braccialetto colorato che «ci hanno regalato i professori durante la cena di fine anno durante la quale ci siamo divertiti tanto. Ho scritto il tema con la penna di San Gabriele e sono positiva, ho solo il terrore dei test a domanda del 27 giugno». Nel futuro è indecisa tra la fotografia e la psicologia. Gaia Cerretani, 5ª A Economia sociale, 20 anni di Pescara, si è commossa fino alle lacrime dopo aver letto sui social il messaggio dei prof: «Ci hanno scritto che ci hanno visto crescere e sono fieri di noi». Dopo l’esame, Gaia, smetterà gli studi e prenderà in mano le redini dell'azienda di famiglia, la pasticceria Orchidea di via del Circuito: «Sarà un felice sbocco per la mia fantasia», prevede. Cristina D’Arcangelo, 20 anni di Sambuceto, ringrazia la nonna, Letizia Barbera, 70 anni: «Mi ha infilato un santino della Madonna dentro il vocabolario, spero che mi porti bene».

La traccia sulla Costituzione ha soddisfatto, al Marconi, anche Lorenza Cacciafiori, 19 anni di Cappelle sul Tavo, le sorelle Michela e Benedetta Marchetti e Giulia Scordella, diciannovenni pescaresi.

Al classico di via Venezia, la versione greca di Isocrate, retore ateniese del quinto secolo avanti Cristo che ha scritto un panegirico su giustizia e ingiustizia, ha sfiancato gli studenti. A Giuseppe Klaebisch, 3ª H, 18 anni, pescarese nato ad Heidelberg in Germania, il greco è indigesto però «me la sono cavata in 4 ore. Alla paura dell’esame mi sono imposto di non pensare». Dopo il liceo si iscriverà alla Cattolica di Milano per studiare Giurisprudenza, ma il sogno vero «è fare l’attore. Mi ispiro a Di Caprio e nel frattempo recito all’Accademia Teatrale di Rossella Mattioli al Mediamuseum». Agnese Ruggeri, 18 anni di Città Sant’Angelo, ha definito «impegnativa la versione di greco, ma da quel senso di giustizia culturale dovremmo prendere esempio» ed è indecisa tra psicologia e veterinaria, sulle orme di papà Franco e spera di non perdere di vista le compagne Silvia Spena e Valentina Tocco. Riccardo Merletti, “Bud” per gli amici, 18 anni di Pescara, con molta modestia dice di avere tutte le carte in regole per fare l’osteopata: «Sono bravo a fare i massaggi, un fenomeno con le mani». Prima dell’esame si è fatto un brindisi al bar Briciola con i compagni e dopo ha divorato panzerotti. Zia Tiziana, suora francescana a Padova, gli ha inviato l’in bocca al lupo per la prova: «Come è andata? Abbiamo scopiazzato», scherza. Un ragazzo con un grande senso della famiglia: «Sono quel che sono grazie a mamma e papà. Insieme abbiamo superato difficili momenti di vita».

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