«I soldi ai Pooh? Il Pd dimentica le spese da capogiro di Cuzzi»

7 Dicembre 2023

Il centrodestra ribatte alle critiche dell’opposizione per gli spettacoli di fine anno costati 319mila euro «Hanno la memoria corta, nel 2018 l’ex amministrazione pagò oltre 300mila euro per un solo evento»

PESCARA. «Era dicembre 2018 quando l’allora assessore ai Grandi Eventi Giacomo Cuzzi (Pd) spendeva per il concertone di fine anno oltre 300mila euro. Una spesa non occasionale perché lo stesso assessore Pd aveva già investito abbondantemente su eventi musicali ed altro, ad esempio il concertone del Primo maggio, l’appuntamento di Ferragosto, le Notti bianche e dello shopping, per dirne alcune. Somme da capogiro, uscite dalle casse del Comune all'epoca della giunta Alessandrini. Allora gli attuali consiglieri comunali del Pd Giovanni Di Iacovo e Piero Giampietro che oggi gridano allo scandalo per gli eventi di fine anno di Umberto Smaila e dei Pooh erano rispettivamente vice-sindaco e presidente della commissione comunale Turismo ma nessuno dei due urlava e strepitava per le spese degli eventi voluti dall'assessore Cuzzi, e sappiamo tutti come è andata a finire». Lo scrivono, in una nota congiunta, i consiglieri di maggioranza Massimo Pastore (Lega), Cristian Orta (Fratelli d’Italia), Alessio Di Pasquale (Forza Italia), Berardino Fiorilli (Gruppo misto) e Massimiliano Pignoli (Udc).
La polemica è scoppiata dopo l’annuncio del sindaco Carlo Masci dello spettacolo del 31 dicembre con Umberto Smaila e del concerto del 1° gennaio con i Pooh all’area di risulta, costati complessivamente 319mila euro (più Iva): 39mila il primo e 280mila il secondo, nonostante l’ente sia avviato verso il predissesto. «È chiaro che hanno la memoria corta, Di Iacovo e Giampietro, così come il consigliere regionale Antonio Blasioli, che era assessore comunale ai Lavori pubblici e che oggi ironizza sui social», proseguono i consiglieri di maggioranza, «erano tutti d'accordo, quell'anno, e negli anni precedenti, sull'operato di Cuzzi, e pensavano alla promozione turistica della città. Ora, però, la promozione non conta più. Purtroppo non è solo memoria corta, quella del Pd, ma anche scorrettezza nei confronti dei cittadini. I due consiglieri si prendono gioco dei pescaresi perché non dicono che le somme utilizzate per gli eventi non possono essere destinate ad altro, essendo vincolate. In maniera strumentale cercano di buttarla in caciara, come si suol dire, e mischiano i fondi per le iniziative turistiche con quelli per il sociale».
«Tutti sanno che per i concerti si usano i fondi per il turismo», proseguono, «compresa la tassa di soggiorno che versano i turisti alle strutture ricettive, e quei fondi non potrebbero mai essere utilizzati per altri fini, men che mai per il sociale e la scuola. La cifra per gli eventi natalizi rappresenta lo 0,3 per cento del nostro bilancio, il minimo che si può pensare di destinare alla promozione della città e allo sviluppo turistico». Infine i consiglieri invitano «tutti, compresi i consiglieri del Pd, ad assistere agli eventi di fine anno».