«I soldi per le buche non ci sono»

Alessandrini: il Comune non può intervenire su tutte le 400 vie della città, ma qualcosa si riesce a fare
PESCARA. «I problemi non si risolvono lamentandosi ma usando al meglio i pochi soldi che abbiamo e seguendo una scala di proprità. A Pescara ci sono 400 strade, e non tutte possono essere oggetto di un intervento di riqualificazione, considerata la situazione delle casse del Comune». Quindi, per fronteggiare il problema delle strade disseminate da buche, avvallamenti e pericolosi rigonfiamenti provocati dalle radici degli alberi, «cerchiamo di far lavorare la testa», per individuare altri fondi.
Dopo l’inchiesta del Centro sulla situazione delle strade cittadine, a parlare è il sindaco Marco Alessandrini, che sottolinea, tra l’altro, la disponibilità di fondi (ex Pain), pari a 2,8 milioni di euro «per eseguire lavori ai sottoservizi, nel sottosuolo: si tratta di un’opportunità», dice, perché «oltre ad intervenire sui sottoservizi si farà anche quello che c'è sopra, cioè l’asfalto». Certo, 2,8 milioni di euro non sono il massimo «ma questi sono», sottolinea il sindaco di fronte all’evidenza dei fatti, e comunque il Comune conta di aggiudicarsi i fondi derivanti da eventuali bandi, anche a livello europeo, tra cui quello «per la riqualificazione delle periferie urbane, a cui guardo con interesse», dice Alessandrini ricordando che il Comune ha presentato domanda. «Speriamo di vincere quel bando», dice, perché consentirebbe di realizzare una serie di interventi e anche di «riqualificare l’area del ferro cavallo», in via Tavo.
Alessandrini ci tiene a dire che «la manutenzione della città è la linea di indirizzo principale dell’amministrazione», considerato che «non è più tempo di grandi lavori pubblici», se si esclude «la partita del ponte nuovo, che è in corso e ci aiuterà sul fronte della mobilità». Manutenzioni ordinarie e straordinarie a parte, il Comune cerca di stare dietro il più possibile, e ci riesce, alle richieste di piccoli interventi che arrivano quotidianamente a Palazzo di città.
«A fronte di mille sistemazioni annue che ci vengono richiesti», dice il primo cittadino, «abbiamo un tasso di evasione alto, che monitoro costantemente attraverso dei report periodici, e che si aggira in media tra l’80 e l’87 per cento». Questi lavori riguardano anche le buche sull’asfalto e quindi «toppe, piccoli ripristini, caditoie, chiusini, segnaletica». E a proposito delle toppe piazzate in tantissimi punti per fronteggiare buche e avvallamenti, il sindaco sottolinea l’importanza di questa attività manutentiva «piccola ma efficace», assicurata con un «tasso di evasione elevato, percentuali robuste». Cerca, insomma, di «vedere il rovescio della medaglia» del problema, e quindi «il bicchiere mezzo pieno e non mezzo vuoto», senza farsi «vincere dallo scoramento». C’è anche un altro aspetto, quello dei risarcimenti dei danni causati dagli asfalti malmessi. «La cattiva qualità delle strade italiane induce e genera un certo numero di cause, ma sulla responsabilità dell’ente c'è un orientamento restrittivo, altrimenti le casse pubbliche andrebbero a farsi benedire. E comunque», conclude, «abbiamo un’assicurazione».
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