«I solleciti? È ingiusto inviarli dopo troppi anni di attesa»
PESCARA. «Le multe non si discutono: chi sbaglia deve pagare ma il Comune non può ricordarsi di fare gli accertamenti dopo così tanti anni: in questo modo gli importi delle sanzioni lievitano e le...
PESCARA. «Le multe non si discutono: chi sbaglia deve pagare ma il Comune non può ricordarsi di fare gli accertamenti dopo così tanti anni: in questo modo gli importi delle sanzioni lievitano e le famiglie si ritrovano in ginocchio». Alberto Corraro, responsabile dell’Adiconsum, invoca «tempestività». Sull’accertamento del Comune con oltre 12mila cartelle in arrivo in queste giorni, dice: «Purtroppo, le multe arrivano nel momento peggiore tra i colpi di coda della pandemia e gli effetti della crisi indotti dalla guerra in Ucraina. L’altro giorno, una persona con un verbale di 900 euro stava quasi per svenire davanti a me». Non è strano per Corraro assistere a una reazione simile: «In questo momento, tante persone vivono un periodo difficile: il Comune di Pescara non è l’unico ente a inviare i solleciti».
Sull’uso della posta elettronica certificata (pec) per notificare le multe, con la possibilità che la comunicazione non sia vista come recita una serie di ricorsi in prefettura e in tribunale, Corraro dice: «Invito il Comune a inviare gli accertamenti nel luogo di residenza con regolarità altrimenti, se passano troppi anni, gli importi lievitano e questo non è giusto». (p.l.)

