I sub ripuliscono i fondali dell’Oasi di Capo Pescara
Popoli, si ripete nella Riserva l’operazione “Clean up” per preservare gli ambienti acquatici delle sorgenti fluviali
POPOLI. I sommozzatori dell'associazione Scuba libre dive di Francavilla al Mare tornano, dopo un anno, nella Riserva naturale delle Sorgenti del Pescara, per l'evento denominato Clean up. L'intervento, che rientra nella manifestazione internazionale per la pulizia dei fondali acquatici, si ripete dal 2008 nelle zone lacustri dell'ampia distesa delle Sorgenti ed è diventato un appuntamento fisso che, oltre al recupero del materiale estraneo all'ambiente fluviale, sedimentato negli anni antecedenti l'istituzione della Riserva, offre un prezioso momento di monitoraggio della flora e della fauna subacquea.
«I risultati dell'operazione si toccano con mano» commebnta l'assessore all'Ambiente, Giovanni Diamante, «infatti, si è passati dai circa 27 chilogrammi di materiale recuperato in occasione delle precedenti operazioni ai circa 2 chili di quest'anno». Un risultato attribuibile soprattutto alla accresciuta coscienza di chi frequenta i biotopi fluviali che evitano di gettare materiali in acqua non solo nella Riserva ma anche nel corso d'acqua a monte del Pescara.
«L'intervento di ieri» dice la direttrice della Riserva, Piera Lisa Di Felice, «pur rientrando nella manifestazione Clean up, è stato finalizzato anche all'organizzazione di un intervento prossimo per il controllo della vegetazione di alcune formazioni arboree di Salice bianco diffuse in alcuni punti della zona lacustre, che pur essendo fondamentali per la loro unicità ed habitat utili a specie animali quali l'Osmoderma Eremita presente in Riserva e paragonabile, per rarità, all'orso marsicano per i mammiferi, necessitano di un intervento di contenimento mirato per evitare che ostruiscano il corretto deflusso delle acque del fiume. Si interverrà, pertanto, da un lato garantendo la preservazione dell'habitat, dall'altro, attuando un contenimento della crescita di queste essenze. Questo tipo di intervento» prosegue Di Felice «rappresenta un ulteriore esempio della grande sinergia fra l'area protetta e i volontari che operano in diversi settori, collaborazione che sta dando proficui risultati riscontrabili in tutti i settori ambientali che vengono periodicamente monitorati». Questo metodo di lavoro – tenere sotto controllo lo sviluppo della vegetazione che la Riserva sta portando avanti con la stretta collaborazione e competenza dell'associazione di sommozzatori – «renderà» chiosa Diamante «la gestione delle aree della Riserva ancora più efficace sempre nel rispetto degli habitat che stiamo preservando. Tra breve, poi, grazie a un finanziamento regionale, l’Oasi si doterà di una barca a motore con barra falciante per controllare l'estensione del canneto».
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