I testimoni di Geova commemorano la morte di Gesù
Sabato al tramonto l’appuntamento per i fedeli pescaresi Il programma della celebrazione. L’invito è in distribuzione
PESCARA. Un canto e una preghiera. Si aprirà così, sabato, dopo il tramonto, la commemorazione della morte di Gesù dei Testimoni di Geova di Pescara e provincia che si raduneranno nelle numerose Sale del Regno presenti in zona e in diversi altri luoghi scelti per l’occasione.
Lo annunciano gli addetti dell’ufficio pubbliche relazioni dei Testimoni di Geova della provincia che illustrano come vivono questa commemorazione e parlano di un breve video, che è possibile vedere rivolgendosi ai fedeli. Da questo filmato, dicono, emerge che «è possibile sperare in un futuro in cui regnerà la vera pace, senza sofferenze, con cibo in abbondanza per tutti e una vita in perfetta salute. Verrà mostrato», aggiungono, «che è possibile sperare in un futuro così meraviglioso grazie al sacrificio che Cristo Gesù ha compiuto per tutti noi».
Sono sempre i Testimoni di Geova a spiegare alcuni concetti che sono, per loro, dei punti di riferimento. E parlano, tra l’altro, dello «scopo» dell’ultima cena. Il pasto serale del Signore», dicono, «è quello di ricordare il valore del sacrificio di Gesù per ciascuno di noi e presenziarvi dimostra la gratitudine per questo atto sacrificale». Si decide di ricordarlo solo una volta l’anno per lo stesso motivo per cui ci celebrano gli anniversari. «Quando si parla di anniversari, probabilmente viene in mente quello del matrimonio. Oppure quello di un importante avvenimento storico, come può essere la data di indipendenza di un paese. Lo stesso vale per la commemorazione della morte di Cristo. Gesù istituì il pasto serale del Signore lo stesso giorno in cui ricorreva il giorno della Pasqua ebraica: per questo le scritture paragonano il sacrificio di Gesù al sacrificio dell’agnello pasquale (1 Corinti 5:7, 8). La Pasqua era una ricorrenza annuale e i primi cristiani celebravano la commemorazione della morte di Gesù una volta all’anno, cosi come conferma “l’Enciclopedia della Bibbia, Elle Di Ci, Torino-Leumann, 1969, Volume V, pagina 538”. I Testimoni di Geova seguono questo modello basato sulla Bibbia».
E se qualcuno si chiede perché non venga ricordato sempre di venerdì, dai Testimoni di Geova arriva una risposta puntuale. «Anche se il 14 nisan del 33 era un venerdì, l’anniversario di quella data potrebbe cadere ogni anno in un giorno diverso della settimana, come accade per l’anniversario di matrimonio». In termini semplici: anche se una coppia si è sposata di domenica l’anniversario non capita sempre di domenica. Quindi, semplicemente stabiliamo il giorno in cui ricorre ogni anno il 14 nisan seguendo lo stesso metodo usato al tempo di Gesù, cioè il calendario lunare. Sulla base di tale calendario, quest’anno l’anniversario della morte di Gesù ricorre sabato 31 marzo».
Questo il programma. Dopo il canto e la breve preghiera, un ministro di culto pronuncerà un discorso che illustrerà «le ragioni per cui Geova Dio mandò suo Figlio Gesù sulla terra a morire per tutta l’umanità e in che modo, grazie a tale morte, tutto ciò che ci causa sofferenza potrà essere eliminato. Come fece Gesù durante l’ultima cena, saranno passati fra i presenti pane non lievitato e vino rosso, che per i testimoni di Geova simboleggiano rispettivamente il corpo e il sangue di Gesù. Un canto e una preghiera concluderanno la cerimonia».
In questi giorni è in corso la distribuzione dell’invito a questo «evento, considerato il più importante dell’anno». Per gli stranieri presenti in quest’area è a disposizione del «materiale gratuito di approfondimento sul tema del sacrificio di Gesù, in cinese, inglese, portoghese, russo, spagnolo, francese braille e lis». (e.r.)
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