I trucchi per superare i controlli

Anche finti litigi tra gli arrestati per giustificarsi davanti alle forze dell’ordine
PESCARA. Tra i dialoghi intercettati dai carabinieri ci sono anche quelli tra chi si occupa di vigilare, di fare la vedetta, per controllare che tutto fili liscio nell’attività di spaccio. Padre e figlio si preoccupano di controllare lo stabile degli Spinelli. Il figlio pensa che se dovessero arrivare le forze dell'ordine urlerebbe "Carmusina, butta qua", per invitare Elena Spinelli a lanciare la droga dalla finestra sul retro, e poi fuggire. E il padre immagina che la pattuglia circonderebbe il palazzo perché "di solito lo fanno" per cui lo troverebbe "in macchina". Ecco perché i due arrivano a simulare il dialogo che si creerebbe con le forze dell'ordine. La pattuglia chiederebbe "che sta facendo in macchina" e la vedetta risponderebbe con una scusa e direbbe: "Ho litigato con mia moglie per la televisione". Alla domanda sul proprietario della macchina risponderebbe con un’altra scusa. E direbbe che "è di uno che... abita sopra. Perché non posso stare nella macchina di un altro?". Le forze dell'ordine non ci crederebbero e commenterebbero: "Guarda caso proprio nella macchina di chi spaccia...".
Temendo che un vicino degli Spinelli possa aiutare polizia e carabinieri nelle indagini, la vedetta racconta in un'altra conversazione di aver affrontato l'uomo perché il porta il cane in strada "ogni cinque minuti". Gli ha detto espressamente: "Che ha la pisciarella? Che fai, ogni cinque minuti scendi per vedere la situazione che è qua?". Il malcapitato ha risposto "Ma no io". E lui: "Sei un mandrillone, tu".
Gli indagati si raccontano le cessioni di droga, come il caso in cui "uno voleva la zero due con dieci euro" cioè voleva 0,2 grammi per dieci euro. E lo spacciatore ha risposto: "Tu me ne dai venti, sennò te ne vai da qua".
Elena Spinelli, sentendosi in pericolo dopo il controllo subito da alcuni tossicodipendenti dice di non poter fare " più niente" e pare affidarsi a "San Gabriele" nella speranza che non abbiano "detto niente". Ma fa notare che la sua attività è limitata: a via Tavo, dice, "ci stanno le formiche per troppi drogati che vanno sotto sopra". Mentre lei ha cinque clienti "contati che vengono la sera". Il suo timore è che la prendano, che vada “in galera” e che “buttino le chiavi”.
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