I versi sobri e luminosi di Elena Malta Nuova raccolta

24 Ottobre 2014

PESCARA. Immediatezza di espressione, padronanza dei modi, felicità delle immagini e abilità nella versificazione: ecco alcune caratteristiche che fanno la qualità della poesia di Elena Malta,...

PESCARA. Immediatezza di espressione, padronanza dei modi, felicità delle immagini e abilità nella versificazione: ecco alcune caratteristiche che fanno la qualità della poesia di Elena Malta, docente e poetessa di Pianella, paese nel Pescarese, che oggi alle 18 incontrerà alla libreria Feltrinelli di Pescara il pubblico in una conversazione sul volume "Un abito qualunque" (Tracce, p.146, € 12, prefazione di Vito Moretti) con Sandro Bernabei e Giovanni D'Alessandro, nell'evento in cui leggerà anche alcune poesie inedite. Poesie non ancora pubblicate dunque che si spera vedano presto la luce in un secondo libro di poesia, perché se il primo si presentava francescanamente, già dal titolo, con un abito quasi dimesso – icona dell'anima di un'Autrice che non ha bisogno di orpelli e glitter di copertura, per ascendere con autorità al podio della parola – il secondo ben può aspirare a farcisi incoronare.

Molte sono infatti le attrattive della poesia di Elena Malta, al punto che basta aprire a caso una pagina del libro per trovarsi di fronte bellezze come questa, nella poesia dedicata a un figlio (la dimensione materna, sobria e oltre ogni dire carnale, mette ali ai suoi versi): "Se ti lasciassi amare/te le aprirei tutte/ le corde del mio cuore/ e affiderei al tempo/ i miei canti d'amore,/ per te, giovane e bello,/ figlio della mia vita./ E invece, ti lascio per amore/ andare da solo/ e ai tuoi piedi depongo/ integri i colori non provati/ sulle tele dell'affetto/ il mio canto dolce e amaro/ di madre/ che invoca il tuo amore di figlio./ Oh sì/ sentirai amore anche tu, aprirsi/ dal cuore e cantarti di gioia/ guardando negli anni/ un tuo giovane figlio./ E forse, allora…". I punti di sospensione indicano al figlio il futuro di una paternità, di una dimensione genitoriale che, sola, quando sperimentata, potrà fargli intendere di quale amore sia capace una madre. Elena Malta ha a volte toni dickinsoniani, né è da escludere che la coltivazione della poetessa statunitense le sia estranea, in quanto anglista, in perlacee parole da haiku quali: "L'orto/ delle mie/ idee/ cresce/ rigogliose/ erbe amare" che sembra far péndant con la poesia da cui viene il titolo: "Ho smesso i miei capi/ più belli/ non voglio vestirli/ di me/ Ornati e distanti/ dagli appendiabiti/ sognano di/ uscire con me/ Ma io torno/ a indossare/ un abito/ feriale qualunque/ smorto/ stinto/ incolore uguale/ al dolore/ di ieri/carico/ di oggi/ in attesa di domani". Brava, Elena Malta: quando i toni appassionati si fanno, come nella poesia che precede, mesti, c'è solo da contraddirla col sorriso facendole notare che il talento può indossare un abito qualunque, ma non sarà mai né smorto né stinto né incolore. ©RIPRODUZIONE RISERVATA