I vertici di Progetto Sport «Facciamo entrare tutti»

Dura replica dell’amministratore unico Serraiocco: stiamo accogliendo i ragazzi come privati cittadini, nonostante le inadempienze contrattuali del Club Aquatico
PESCARA. «Nessuno ha vietato gli ingressi ai ragazzi. Li abbiamo fatti entrare come privati cittadini, e non come tesserati del Club Aquatico, e ci siamo assunti la responsabilità di farli allenare perché ci stanno a cuore loro e le famiglie. E' stata nostra premura permettere che continuassero le attività sportive, malgrado le inadempienze contrattuali del Club Aquatico al quale ripetutamente abbiamo chiesto di inviarci, in particolar modo, i documenti assicurativi sulle responsabilità civili dei terzi e gli elenchi attuali dei tesserati che fruiscono delle piscine dell'impianto». Non ci stanno, i vertici di Progetto Sport che gestiscono le Naiadi dal febbraio scorso, a «passare per i cattivi». Per quelli «che impediscono agli atleti di continuare gli allenamenti solo perché mancano all'appello alcune carte, peraltro secondo obblighi di legge, con conseguente danno di immagine dell'azienda».
L'amministratore unico del complesso sportivo Vincenzo Serraiocco, replica, carte alla mano, al presidente del Club Aquatico Riccardo Fustinoni. Mostra il contratto stipulato tra le parti, con validità dal 9 ottobre 2017. Nello stesso giorno, Serraiocco invia a Fustinoni una risposta alle «richieste di modifiche contrattuali» con una premessa: «Tutte le altre associazioni sportive richiedenti spazi acqua, hanno firmato il contratto nella interezza accettando le norme contenute nell'accordo» e, precisa, il presidente del consiglio di amministrazione «stanno regolarmente facendo attività».
Serraiocco puntualizza che due sono in particolare i documenti necessari al completamento delle obbligazioni contrattuali: l'elenco aggiornato e attuale dei nominativi degli atleti (non più di cento a parere dei vertici della Progetto sport) che fanno uso delle piscine del complesso sulla strada parco, e le garanzie assicurative a tutela degli atleti.
«E' un nostro preciso obbligo acquisire le documentazioni richieste», scrive il legale rappresentante della società in una lettera inviata il 20 ottobre a Fustinoni, alla Regione, al dipartimento turismo e alla commissione di vigilanza delle Naiadi, «nel rispetto delle norme di sicurezza e controllo delle attività svolte nel nostro impianto, per la garanzia delle obbligazioni del contratto sottoscritto tra le parti, per un corretto controllo delle attività che si svolgono negli spazi acqua assegnati».
Fustinoni invia di nuovo la documentazione integrativa, richiesta dal gestore, nella mail del 26 ottobre alle ore 11.32. Nell'elenco figura l'assicurazione di responsabilità civile terzi. «Ma sono nell'elenco», precisa la Progetto Sport, «perché negli allegati non c'è traccia del documento». Malgrado il documento sia citato tra gli allegati, come si evince dalla mail del Club Aquatico che invita la società a «evitare l'illegittimo impedimento all'ingresso degli utenti paganti». A proposito di pagamenti, i vertici di Progetto Sport chiariscono senza polemizzare, che le riscossioni delle rette da parte del Club procedono, talvolta «a colpi di decreti ingiuntivi». Scaduti i termini del contratto precedente, la società che gestisce l'impianto Le Naiadi conferma che «il 28 ottobre è stato preparato un nuovo contratto da sottoscrivere entro il 5 novembre», domenica prossima. Scaduto tale termine, agli atleti del Club Aquatico sarà «vietato l'ingresso a partire da lunedì 6 novembre».
Serraiocco sottolinea che «non intendiamo passare per cattivi solo perché mancano all'appello alcuni documenti. In questi giorni i ragazzi stanno facendo attività sportiva, e ce ne assumiamo la responsabilità perché ci stanno a cuore, malgrado il Club sia attualmente senza contratto».
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