I vicini di casa: «Tra i due rapporti sempre difficili»

Mario Di Rocco era un ex capostazione delle Ferrovie molto conosciuto nella zona Il 49enne Francesco è uno studente universitario fuori corso di veterinaria
TERAMO. Raccontano che tra padre e figlio i rapporti non fossero mai stati buoni: il primo descritto con un carattere forte e autoritario, il secondo «incapace di fare male a una mosca». Convivenza diventata difficile soprattutto dopo la morte della mamma avvenuta due anni fa. «Il padre veniva tutte le mattine a fare colazione al bar, a leggere il giornale e a fare quattro chiacchiere con gli amici», raccontano dal bar ristorante Capolinea che si trova proprio vicino alla stazione ferroviaria, «anche il figlio veniva ma era sempre solo. Noi non li abbiamo mai sentiti litigare direttamente, ma chi li conosce dice che lo facevano spesso, che i rapporti tra padre e figlio fose difficili da sempre».
Mario Di Rocco, 83 anni, diploma magistrale, era originario del sud Italia ma viveva a Teramo da quando giovanissimo era arrivato come capostazione. E nell’appartamento che si trova sopra la stazione ferroviaria era rimasto in affitto anche dopo essere andato in pensione.
Francesco, l’unico figlio, ha frequentato il liceo classico e dopo la maturità si è iscritto alla facoltà di medicina veterinaria dell’ateneo teramano. È uno studente fuori corso e alcuni conoscenti raccontano che continuava a studiare «perché il padre voleva che si laureasse». Non lavorava e, dicono ancora dei conoscenti della zona di viale Crispi, spesso chiedeva a loro qualche euro. Sempre alcuni conoscenti hanno raccontato che qualche anno fa gli ex compagni di scuola lo avevano chiamato per festeggiare insieme l’anniversario dei 25 anni dal diploma: «Ma lui aveva detto che non sarebbe andato perché il padre non voleva». E aggiungono: «Francesco non è un tipo violento, anzi sicuramente è una persona con un carattere buono che però soffriva molto per i comportamenti del padre che lui in alcuni occasioni chiamava anche “Hitler” quasi a voler sottolineare il carattere autoritario dell’uomo». Conoscenti e vicini di casa, dunque, descrivono rapporti difficili tra i due, ma alle forze dell’ordine non risultano esserci mai state denunce per maltrattamenti da parte di nessuno dei due. «Mario tutte le mattine faceva colazione nel bar sotto casa e chiacchierava con gli amici», racconta un altro conoscente, «mai una volta li ho visti insieme a fare colazione. I rapporti erano difficili da tempo e si erano aggravati dopo la morte della mamma. Era il papà che gestiva tutta l’organizzazione della casa: andava a fare la spesa, cucinava, si occupava direttamente del pagamento delle bollette. Ma usciva sempre da solo. Io padre e figlio non li ho mai visti fare qualcosa insieme».(d.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

