«I vigili predicano bene, ma...»

10 Gennaio 2015

Lo sfogo di un cittadino multato per sosta: guardate il parcheggio della Municipale

Egregio Direttore,
l’immensa indignazione che ho provato giovedì mi ha spinto a scriverle queste poche righe che spero mi aiuti almeno a sentire un parere da chi come lei immagino ne abbia sentite davvero di tutti i colori da cittadini ormai al limite della sopportazione.

Abituato, un po’ per carattere un po’ per esperienza, a vedere il bicchiere sempre mezzo pieno ho sempre sopportato tanti difetti di Pescara da quando sono tornato a viverci.

L’8 gennaio, faccio ahimè tappa alle Poste centrali per il pagamento di canone Rai, bollette varie, rata mutuo, insomma, ¾ di stipendio buttato in bollettini e già l’umore è sotto i piedi, in auto direzione stazione area di risulta, mi imbatto in un posto libero con dico orario. Felicità, risparmio 2,5 euro, oggi sarà una bella giornata. Parcheggio impeccabile, disco orario in vista, occhiali da sole e via. Che bello.

Al ritorno una multa sul parabrezza mi gela il sangue, e sì, ne ho prese davvero pochissime in vita mia, sono davvero un automobilista modello. Che cosa potrà mai essere, sono in orario, righe bianche, preciso che avendo una persona invalida in casa, ho anche il tagliandino per il parcheggio riservato a invalidi, ma lungi da me all’usarlo se sono solo. Il vigile è poco distante in moto con il casco, aria severa, gentile ma freddo, mi spiega che sono rivolto nella direzione opposta al senso di marcia, che pur trattandosi di un doppio senso di circolazione, un piccolo trafiletto di un piccolo comma di un articolo del Cds me lo vieta. E mi guarda anche con sguardo severo, la cosa mi imbarazza, non lo sapevo, mi spiace, ma era più pericoloso rigirare che parcheggiare così, ma la legge non ammette ignoranza, saluto mi scuso.

Mi reco immediatamente all’ufficio cassa degli uffici della polizia municipale in via Rigopiano, se si paga subito si risparmia il 30%, ho immaginato una multa ai saldi e sorridendo ho pagato, uscendo guardo alla mia destra e vedo il parcheggio immagino riservato ai vigili, ma in realtà a libero ingresso visto che non vi erano divieti di accesso e con la sbarra aperta e... orrore, auto parcheggiate stile “far west”, doppie file, auto su spazi riservati ai motorini, addirittura una smart sul posto riservato ad invalidi senza tagliando. Mio Dio, com’è possibile che non si siano accorti? Beh, li aiuto io, rientro e gentilmente chiedo se il vigile preparatissimo e super zelante che avevo incontrato poco prima all’area di risulta potesse raggiungerci, c’erano almeno una ventina di auto da multare, proprio lì, vicino vicino, li poteva multare dalla finestra del proprio ufficio. Bene: dire che sono stato invitato ad andarmene immediatamente è poco. Ho provato a insistere e mi hanno detto con tono da presa in giro “si si certo ora li multiamo”, ho ringraziato e mi sono fermato ad aspettare quasi un’ora all’ingresso, ovviamente non mi sono manco illuso lontanamente che qualcuno arrivasse, ma il mio animo sperava che qualcuno facesse almeno finta di scrivere le targhe, il mio cuore da onesto cittadino lo esigeva, ero là, solo, a combattere contro i mulini a vento, la coscienza di vivere in un Paese che fa la voce grossa con gli onesti e non punisce i prepotenti mi ha devastato l’animo. L’ennesima triste conferma di vivere nella Repubblica delle Banane!

P.S.: prima di andare via ho scattato alcune foto, ma di nascosto, mi avevano espressamente intimato di non farlo… chissà perché? Dopo tutto eravamo in un parcheggio aperto al pubblico.

Marco Di Girolamo