I vini regionali denominati “d’Abruzzo”

10 Marzo 2022

Al museo delle Genti presentate le nuove regole proposte dal consorio Tutela. Obiettivo: rafforzare la comune identità

PESCARA. Montepulciano, Trebbiano, Cerasuolo, Pecorino, Passerina, Cococciola e Montonico. Tutti i vitigni autoctoni batteranno una sola bandiera, “d'Abruzzo”. È la principale novità introdotta con l’aggiornamento del disciplinare del vino abruzzese, ossia le regole base per il sistema produttivo dei vini a denominazione, proposto dal Consorzio Tutela Vini D'Abruzzo e approvato dal ministero delle Politiche agricole. Ieri mattina, nel museo delle Genti d'Abruzzo, il vicepresidente della Regione con delega all'Agricoltura, Emanuele Imprudente, insieme al presidente del consorzio, Valentino Di Campli, hanno spiegato come cambierà il mondo del vino regionale, con l’introduzione del “Modello Abruzzo”, con l'obiettivo di rafforzare la comune identità dell’enologia regionale, valorizzando i singoli territori e rendendo più riconoscibile la scala dei valori. In sostanza verranno ridotte le denominazioni per rafforzare la dicitura “d'Abruzzo” che potrà essere apposta su tutti i vini, ma distinta per territori e micro territori, con l'aggiunta delle appellazioni per province, Colline Teramane, Colline Pescaresi, Terre de L'Aquila e Terre di Chieti. È stata introdotta la menzione Superiore per i vini Dop, le quattro appellazioni provinciali per le Doc “d’Abruzzo” potranno fregiarsi delle menzioni “Superiore” e “Riserva” e infine le 8 Igt attualmente esistenti verranno ridotte a un’unica: Terre d’Aruzzo Igt. «Il nuovo disciplinare», ha rivendicato l’assessore Imprudente, «rientra in una scelta strategica complessiva che ci permetterà di affrontare i mercati promuovendo lo stretto legame tra vino e territori. È un momento storico ed epocale per tutto il sistema vitivinicolo regionale che consentirà finalmente ai nostri vini di esaltare le potenzialità e di acquisire maggiore credibilità nel mercato». «Questo modello è nato dall’esigenza di riorganizzare il sistema dei disciplinari adeguandoli alle produzioni e al mercato», ha evidenziato Di Campli. «Tutti i vini avranno l'identità “d'Abruzzo”, che faciliterà la comunicazione, esaltando il binomio vino/territorio e rendendo più riconoscibili le zone di produzione sui mercati esteri». (m.pa.)