Il 118 supera la prova G7 Soldano: si riparte da qui

Il direttore del dipartimento Emergenza: «Cinque malori, eravamo pronti a tutto L’obiettivo è che questo piano diventi sempre più efficace nelle cure al cittadino»
PESCARA. Una centrale operativa mobile, tutti i dipartimenti ospedalieri pronti ad accogliere i pazienti con livelli assistenziali potenziati, centinaia tra medici, infermieri, Oss e volontari delle associazioni di soccorso e solidaristiche, in campo. Ha funzionato il primo Piano sanitario preventivo di Emergenza messo a punto dalla Asl di Pescara durante il G7 a tutela delle delegazioni e di tutti i cittadini. Uno spiegamento di uomini e mezzi che per tre giorni, dal 22 al 24 ottobre scorsi, ha vigilato sulla salute dei protagonisti dell'evento che ha visto Pescara caput mundi per tre giorni. Il bilancio finale dei soccorsi è stato di soli 5 casi di malori da stress che hanno colpito gli ospiti delle delegazioni, tra cui giornalisti stranieri.
Il Piano è stato elaborato da Aurelio Soldano, direttore del dipartimento di Emergenza urgenza e Suem 118 con «la stretta divisione e collaborazione» della direzione generale coordinata dal manager Vero Michitelli, dei direttori sanitari aziendali e di presidio, Rossano Di Luzio e Valterio Fortunato, e dei vari direttori dipartimentali, Massimo Basti, Giustino Parruti e Vincenzo Di Egidio. «L’evento», spiega Soldano che ringrazia l’assessore alla Salute Nicoletta Verì per la disponibilità e collaborazione, «ha richiesto un notevole impegno organizzativo che ha visto la nostra Asl totalmente impegnata nella tutela della salute delle delegazioni, degli operatori e dei cittadini, in un contesto storico di così forti tensioni socio-politiche, con eventi di risonanza internazionale che potevano trasformarsi in manifestazioni violente, tumulti o atti terroristici. Pertanto la pianificazione ha richiesto un lavoro certosino, con l’elaborazione di un piano sanitario assistenziale a gradoni di complessità, fino a prevedere scenari di maxi emergenza con la contestuale attivazione di un ospedale da campo per massicci flussi di feriti» .
Alla fine niente di tutto questo per fortuna, perché è andato tutto bene, e Soldano coglie l'occasione per ringraziare della «preziosa collaborazione» gli operatori sanitari e assistenziali, i volontari delle associazioni Life, Protezione civile Montesilvano, Bussi Soccorso, Croce Rossa Pescara, Cepagatti e Spoltore, Croce Angolana, Misericordia Pescara e Alanno, Croce Verde, Humanitas, Croce Italia. Il Piano, preospedaliero e intraospedaliero, ha previsto l’attivazione della Centrale operativa remota di Emergenza (Core) mobile del 118, acquistata con 12mila euro di fondi regionali (sganciata da quella centrale che ha continuato a operare distintamente sulle emergenze) che ha coordinato nelle vicinanze dell’ufficio anticrimine della questura 10 ambulanze Msab e due automediche h24; la pronta disponibilità di un ospedale da campo per ospitare eventuali folle di feriti; il potenziamento delle linee assistenziali (per ogni turno 3 infermieri, 1 medico e un operatore socio sanitario in più), del personale del pronto soccorso, fino a 4 posti letto in Terapia intensiva, una sala operatoria disponibile h24 in aggiunta ad altre due giornalmente attive, 2 posti letto in Cardiologia Utic e pronta disponibilità di posti letto nei dipartimenti chirurgico-medico e materno infantile. «Lo stress test, il primo di matrice preventiva, è stato superato», conclude Soldano, «spenderò ogni energia affinché questo grande piano di emergenza territoriale diventi sempre più organizzato, efficiente ed efficace nella tempestività e nella qualità delle cure prestate al cittadino».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

