«Il bagno? Giammai I nostri figli lo sanno l’acqua non si tocca»

Divieti o non divieti i genitori non si fidano: «L’anno scorso bolle e dermatiti: ho paura». «Scelgo la piscina o il Salento»
PESCARA. Il bagno in mare questa estate? I pescaresi dicono no, senza ripensamenti nè tentennamenti. Se ne parla il prossimo anno, forse, oppure si cambia spiaggia, lido o litorale, preferiti quelli oltre Ortona verso San Vito. I bambini si portano a sguazzare nelle piscine degli stabilimenti balneari, dove i titolari sono sempre più sul piede di guerra, oppure si fa loro “la spiega”: in acqua non si va, perché ci sono le zozzerie che fanno male al pancino.
I divieti di balneazione che cambiano in continuazione e che interessano un giorno una spiaggia, un giorno l'altra creano insicurezza nei bagnanti, che prenotano comunque l'ombrellone, soprattutto se ci sono bambini e anziani in famiglia, ma sanno già di dover affrontare una estate al mare “a mezzo servizio”. Luigi Delli Rocili e sua moglie Erika hanno preso l'ombrellone da Apollo e fanno parte di quella schiera di genitori che hanno già vietato il bagno ai figli Federico, Giorgia e Lorenzo, 12, 7 e 5 anni: «E loro hanno capito», afferma papà Luigi, «quest'anno in acqua non si va. Possono giocare sulla sabbia e quando vogliono rinfrescarsi vanno a fare la doccia. In ogni caso, per il fine settimana usiamo il piano B: la spiaggia di Pineto o quella di San Vito, dove abbiamo una casa». Antonella Bartolo, impiegata a Villa Serena, orologio alla mano, ha imposto un tempo ai figli Lapo e Michelangelo, di 10 e 8 anni: «In acqua ci possono stare non più di cinque minuti, poi devono uscire. L'anno scorso ci stavano le ore, ma sono troppo in apprensione».
Donatella Fantasia, da Francavilla dove abita, ieri pomeriggio portava la figlioletta di 5 anni, Francesca, a fare i giochi d'acqua nella piscina de La Prora. «Ho scelto questo stabilimento», spiega la signora, professione biologa, «perché c'è anche un campus estivo. Il bagno in mare? Mai. Sarebbe come immergersi in una fogna pullulante di batteri fecali. L'esperienza dell'anno scorso, con gli allerta in ritardo e con una chiazza marrone che arrivava fino a Francavilla ci è bastata. Possibile che questa città, che si definisce moderna, non riesce a individuare e contenere gli sversamenti? Perché le teste pensanti non investono nella manutenzione delle fogne piuttosto che pensare a fare i ponti sul mare? Che spettacolo indecoroso offriamo ai turisti che attraccano al porto turistico?».
Letizia Martelli è preoccupata per la figlia Alessia di 13 anni: «Sono spaventata per l'acqua inquinata, le ho intimato di fare subito una doccia, che qui ai bagni Apollo quest'anno è gratis, appena esce dal mare. Ma se voglio fare un tuffo me ne vado in Salento». Patrizia di Cepagatti insieme a Linda, Serena e Doriana di Bucchianico, ha preso l'ombrellone «in ultima fila per risparmiare, tanto in acqua non ci andiamo, però ci aspetta una estate con la spiaggia a metà servizio». Chiara di Isernia, in compagnia di Pierluca di Roma, riferisce di aver visto in acqua «immondizia, alghe, olii, chiazze giallastre e schiuma. Lo scorso anno, tra i nostri amici e conoscenti si sono registrati casi di arrossamenti, malattie cutanee, dermatiti, vaginiti e candide».
Da studentessa di Medicina alla d'Annunzio di Chieti consiglia ai bagnanti «di lavarsi bene se si va in acqua», ma lei sostiene che non metterà piede nel mare di Pescara, «piuttosto me ne vado dopo Ortona». Lucia Colicchio, dipendente delle Poste, è terrorizzata e prende il sole su un pezzo di spiaggia a ridosso della strada: «Ci sono già troppe malattie in giro, non me le vado pure a cercare in acqua. Ho provato ad andare a Fossacesia, ma non è meglio di qui». Marta, in compagnia di Leonardo «artista vip» e in dolce attesa di Ginevra, dice: «Mai andrei in acqua mettendo a rischio la mia bimba». E aggiunge che «essendo infermiera agli infettivi dell'ospedale di Pescara, l'anno scorso ne ha viste di tutti i colori. Tanti i turisti in costume che venivano a curarsi bolle,eritemi e ustioni per colpa del mare inquinato».
Manuela Petrocco non si fida dei divieti di balneazione che appaiono e scompaiono: «Sembrano messi apposta a seconda della convenienza del momento, non certo per tutelare i bagnanti». Chi, invece, avrebbe voglia di un tuffo, ma nel frattempo si crogiola al sole sulla spiaggia della Madonnina, è Anthony Maccallino, dipendente comunale: «Qualche dubbio ce l'ho, però aspetto che la situazione migliori».
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