Il barista arrestato con l’albanese: «Pistola e cocaina non sono mie»

Il blitz dei carabinieri dopo l’aggressione alla ragazza in palestra, ecco le prime dichiarazioni Il 53enne si difende: «Ho ospitato un amico, mai usato armi e droga». Lunedì gli interrogatori
PESCARA. La pistola con 58 proiettili, la cocaina e gli anabolizzanti «non sono miei». È questa la verità del barista arrestato martedì scorso insieme all’albanese Edmond Xhafa, 48 anni, lo stesso che una settimana fa ha aggredito una ragazza 21enne mentre si stava allenando in una palestra di Porta Nuova: all’improvviso, nella sala pesi dell’Audacia in via Lago Isoletta, pugni, calci, capelli tirati e la ragazza tenuta chiusa nel locale cucina del centro fitness sotto la minaccia di una sbarra di ferro che si usa per l’allenamento dei dorsali. Fabrizio Zaramelli, incensurato di 53 anni assistito dall’avvocato Paolo Zaccardi, si ritrova in una cella del carcere di San Donato da due giorni: ai carabinieri, guidati dal comandante provinciale Riccardo Barbera, che si sono presentati a casa sua ha affidato il suo primo racconto e, nei prossimi giorni, potrebbe confermare questa stessa versione anche durante l’interrogatorio di garanzia. Lui, così ha riferito ai carabinieri, non c’entra niente né con quella pistola Colt Dallara Castom trovata nella cassaforte di casa sua né con la droga sul tavolo della cucina e all’interno di un mobile e neanche con le fiale di doping, Susobolic e Zphc. Zaramelli, così ha detto informalmente ai carabinieri, avrebbe soltanto ospitato l’amico albanese in casa sua in un momento di difficoltà: quando è scattato il blitz, i due si stavano allenando insieme nella palestra casalinga di Zaramelli.
Da quando il video dell’aggressione di mercoledì scorso è diventato virale scatenando una ridda di commenti, i carabinieri hanno tenuto sotto controllo gli spostamenti del buttafuori albanese e poi hanno eseguito due perquisizioni, una a casa sua e l’altra in quella dell’amico che lavora in un bar del centro. A casa di Zaramelli è stata scoperta la pistola automatica con 58 cartucce, risultate rubate nel 2019 da un’abitazione di Francavilla; e poi sono finiti sotto sequestro anche 160 grammi di cocaina, «in parte suddivisa in dosi e vario materiale per il confezionamento con un bilancino elettronico di precisione», e «15 fiale di steroidi anabolizzanti tra cui nandrolone decanoate e testosterone». Ai carabinieri, Zaramelli ha assicurato di non aver mai usato armi e di non aver mai consumato droga: se volete, posso fare le analisi anche adesso, ha detto. Ma l’aiuto prestato all’albanese potrebbe far scattare l’accusa di favoreggiamento. Per adesso, gli arresti, eseguiti dai carabinieri della compagnia di Pescara guidati dal capitano Giovanni Rolando, sono scattati per detenzione abusiva di armi e munizioni, ricettazione, spaccio di droga e di reati antidoping.

