Il barista: è pieno di ubriachi e spacciatori

27 Agosto 2018

«C’era tanta gente, nel momento in cui è avvenuto lo stupro. Chi si è accorto di quello che stava succedendo ha cominciato a urlare, si è avvicinato alla donna e ha cercato di salvarla. Lei appariva...

«C’era tanta gente, nel momento in cui è avvenuto lo stupro. Chi si è accorto di quello che stava succedendo ha cominciato a urlare, si è avvicinato alla donna e ha cercato di salvarla. Lei appariva stordita, non urlava». Questa la ricostruzione di Angelo Cosanni, il gestore del bar Terminal che due giorni fa era all’interno del locale e ha sentito le urla. È accaduto tutto sul muretto che si trova proprio dietro al bar e le immagini riprese dalle telecamere dell’attività sono state già acquisite dalla polizia, che si sta occupando delle indagini. Il 61enne, dice ancora, «ha provato a fare due passi nel momento in cui lo hanno fermato» ma ha dovuto subito rinunciare. «Lo hanno ripreso e lo hanno fatto sedere. Qualcuno forse lo avrebbe anche picchiato». Per Cosanni «lascia sbalorditi che una cosa del genere accada in pieno giorno, tra l’altro nell’ora di punta. Qui non era mai accaduto niente del genere ma se ne vedono di tutti i colori: persone che spacciano, liti, ubriachi». E lo stupro è «il segnale che se una situazione si lascia incontrollata, peggiora. È come una malattia non curata. E basta sentire i commenti dei viaggiatori dopo la violenza. Dicono che era quasi inevitabile che prima o poi accadesse. Ci vorrebbe un controllo fisso, anche perché questa zona è il biglietto da visita della città. E noi siamo gli unici aperti 24 ore su 24». (f.bu.)