Il benzinaio rapinato: cerco un lavoro

19 Marzo 2015

Dopo il colpo di una settimana fa, D’Ottavio non ha più riaperto il distributore Ip di via Nazionale

PESCARA. A una settimana dalla rapina da 2.200 euro subìta mentre chiudeva il suo distributore Ip in via Nazionale Adriatica nord, Ferruccio D’Ottavio, il benzinaio pescarese intervistato anche dalla “Vita in diretta” che ha raccontato il suo caso (due rapine in tre anni) non ha ancora riaperto. «Non ho soldi per riacquistare il carburante, ma a questo punto non so neanche se riaprirò. Anche se dopo la trasmissione di Rai Uno che mi ha intervistato dopo aver letto il Centro ho ricevuto tanti messaggi di solidarietà, di fatto non so ancora come muovermi e che cosa fare. Ho una famiglia da mandare avanti, la situazione è quella che è e spero proprio di trovare qualcosa da fare. Faccio il benzinaio da vent’anni, da quando avevo 23 anni, e ho esperienza solo in questo campo. Sto chiedendo a tutti. A questo punto, vista la rischiosità di questa professione in termini di sicurezza e di investimenti, vorrei lavorare in appoggio a qualche distributore, come autolavaggio e servizi vari. Una possibilità che a dire il vero mi ha offerto anche il proprietario del distributore di via Nazionale Adriatica, una persona davvero di cuore, vediamo che cosa succederà. Di certo sono ancora sfiduciato. La solidarietà, i messaggi e le telefonate dopo “La Vita in diretta” hanno cambiato di poco la realtà. E cioè che ho ancora il mutuo da pagare ma non ho i soldi per andare avanti con l’attività che già era in difficoltà prima della rapina. La seconda rapina in tre anni, considerando che ho aperto nel 2010, mi ha messo letteralmente in ginocchio e questo nonostante il lavoro duro e i sacrifici che ci ho buttato fino all’ultimo secondo quando, quella sera, dopo 12 ore di lavoro, appena entrato in macchina, sono stato aggredito da una persona che ha aperto lo sportello, mi ha scaraventato dall’altra parte ed è scappato con l’incasso». (s.d.l.)

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