Il BluBar chiude: «Nel 2018 ancora a Sant’Alfonso»

13 Agosto 2017

Gran finale, stasera, a Francavilla. Il direttore artistico del Festival, Malabruzzi: «Comprendo la delusione dei negozianti di piazza Sirena, ma non torneremo»

FRANCAVILLA AL MARE. Gran finale, questa sera, per la quattordicesima edizione del BluBar Festival, con il concerto di Massimo Ranieri a partire dalle 21,30 in piazza Sant’Alfonso. L'interprete partenopeo proporrà, con lo spettacolo “Sogno e son desto... in viaggio” tutto il suo repertorio musicale, alternando pezzi teatrali alla grande poesia, passando dai suoi brani più celebri. Il direttore artistico del BluBar Festival, Maurizio Malabruzzi traccia un bilancio della manifestazione.
Siete soddisfatti di quest’edizione 2017?
Nonostante la difficoltà iniziale legata al cambio di luogo che abbiamo saputo a fine luglio, piazza Sant’Alfonso si è rivelata ideale per una rassegna del genere. Il cambio di postazione è stato un problema, ma abbiamo gestito nel miglior modo possibile la situazione con l’associazione e l’amministrazione comunale. Comprendiamo la delusione degli esercenti di piazza Sirena, ma non abbiamo avuto possibilità di scegliere. I sold-out di tutte le sere dimostrano comunque che la città ha capito le ragioni dello spostamento. Poi Arbore ha fatto il pienone, Ron ha cantato due ore e mezza e i Pink Floyd Legend hanno fatto venire le lacrime agli occhi.
Dunque vi siete trovati bene in piazza Sant’Alfonso?
La piazza più grande ha consentito di rispettare limiti e vincoli imposti dalla circolare Gabrielli. Non c’è stata quella sensazione di soffocamento, con margini di distanza che hanno trasformato il festival in una festa per tutti. I posti a sedere a pagamento sono un contributo per far sì che il festival possa continuare a essere organizzato. Il Festival costa 250mila euro e il Comune dà un contributo di 35mila euro. Il risultato è stato molto positivo rispetto alla ricerca degli artisti da portare. Si sono create situazioni molto positiva. L’associazione è cresciuta molto e i concerti a loro volta.
Che risposta avete, dagli artisti che contattate, quando proponete Francavilla?
Francavilla e il Festival sono legati a doppio filo, e il BluBar ha ormai un suo nome. Non ci sono mai stati problemi. Negli anni il nome del BluBar è diventato conosciuto tra artisti e cantanti. Dodi Battaglia ci ha scelto per suonare in pubblico dal vivo, per la prima volta solo, con la chitarra. L’interesse cresce sempre di più.
È possibile che il BluBar 2018 resti in piazza Sant’Alfonso?
Ormai nel bene e nel male abbiamo scelto questo spazio come riferimento per il nostro festival, compresa l’area dedicata al food in piazza Adriatico e la fiera del disco. L’importante è che ci sia uno spazio come questo, che renda tutto agevole per organizzatori, artisti e pubblico. L’accoglienza di piazza Sant'Alfonso è stata fantastica. Per l’edizione 2018, tra le idee che potremmo mettere in atto c’è quella di un BluBar International da svolgere a luglio con soli artisti stranieri.
C’è un cantante che sogna di portare il prossimo anno?
Abbiamo diversi grandi nomi italiani sui quali stiamo lavorando, e poi altri artisti internazionali che speriamo di ospitare già nella prossima edizione.
©RIPRODUZIONE RISERVATA