«Il bullismo giuridico dei politici»

25 Novembre 2015

Le reazioni. Il M5S: non ci fermeranno. I cittadini: Domenico ci ha difeso, stiamo con lui

PESCARA. «Questo è bullismo giuridico». Tra i presenti, ieri, alla causa da 200 mila euro tra D’Alfonso e Pettinari anche la consigliera di Pescara Enrica Sabatini, alla quale Gianni Teodoro ha chiesto 250 mila euro di danni per le sue dichiarazioni contro la nomina ad assessore della figlia Veronica Teodoro: «Quando non si hanno più parole per difendersi, sia in Regione che Comune, ci si rivolge ai tribunali», dice la Sabatini, «succede perché siamo un’opposizione forte e di rottura, che attacca il sistema denunciando fatti che nessuno aveva mai denunciato prima e il sistema ovviamente reagisce tentando di intimorirci che è una tipica espressione della paura».

Sara Marcozzi, consigliera regionale come Pettinari, se l’aspetta perché, pensa, non c’è due senza tre: «Non ho dubbi, prima o poi chiederanno i danni anche a me. Intentare cause infondate è l’unico modo che hanno per combatterci. Visto che noi ci dimezziamo lo stipendio, non rubiamo, non ci facciamo corrompere, non abbiamo amici e non dobbiamo pagare cambiali a nessuno. Ma se vogliono intimidirci sappiano che hanno sbagliato indirizzo». La Marcozzi prosegue: «D’Alfonso è il presidente di Regione più debole che l’Abruzzo abbia mai avuto se non riesce a rispondere a un consigliere per un atto politico e di controllo, ma è costretto a ricorrere al tribunale, vuol dire che è debole e che la nostra opposizione è forte. Se un palazzo viene pagato 900 mila euro e poi rivenduto a quasi 3 milioni è normale farsi delle domande: l’avrebbero fatto tutti i cittadini».

Hanno passato due ore in tribunale anche gli altri due consiglieri pescaresi del M5S, Erika Alessandrini e Massimiliano Di Pillo. Poi, i consiglieri montesilvanesi Paola Ballarini e Gabriele Straccini: «Sosteniamo Pettinari. Questa causa è l’emblema della lotta dei cittadini per la trasparenza», dice Ballarini. «Un tentativo di mettere il bavaglio a una lettura dei fatti che sono avvenuti», per Straccini.

E poi anche i cittadini: in aula Nello Raspa, presidente dell’associazione Insieme per Fontanelle che si batte per la legalità del quartiere: «Conosco Domenico da quasi 20 anni e si è sempre schierato per difenderci nel nostro quartiere». Pettinari ha promosso anche una fiaccolata a Fontanelle. «Stavolta», dice Raspa, «tocca a noi stare dalla sua parte: crediamo in lui e sappiamo che la verità, prima o poi, verrà a galla». Anche l’agente della polizia municipale Angelo Volpe, che ha raccontato alle Iene l’episodio della multa sparita, esprime «solidarietà» a Pettinari: «Una bravissima persona a prescindere dalla vicinanza che lui e il M5S hanno avuto verso di me. Qui ci sono non solo simpatizzanti ma anche semplici cittadini». Tonia Di Giovacchino, del comitato di residenti contro una centrale termoelettrica di Picciano, ha fatto quasi 30 chilometri: «Solidali con Domenico, uno che con noi è sempre presente, e per tutelare il senso dell’opposizione». (p.l.)

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