Il Calice rotto di Toyo Ito secondo 20 artisti abruzzesi

PESCARA. «Toyo mon Amour». È una dichiarazione d'amore decisamente provocatoria nei confronti dell'architetto giapponese Toyo Ito ideatore dello «Huge Wine Glass» (la scultura che a febbraio 2009 ha ceduto due mesi dopo la sua installazione in piazza Salotto) a dare il titolo alla mostra allestita dal graphic designer Luca Di Francescantonio in collaborazione con l'agenzia di comunicazione «Mente Locale». All'evento, che si inaugura oggi alle 19 nel Patriarca Store di via Nicola Fabrizi 67, hanno aderito venti artisti abruzzesi chiamati a interpretare «il calice rotto». Tutti spunti analizzati nel corso della tavola rotonda a margine (inizio alle 17), sull'arte contemporanea e l'Abruzzo. Moderatore, il direttore del Museo di arti contemporanee di Nocciano, Ivan D'Alberto. Partecipano Eugenio Cancelli, architetto e docente di Storia dei costumi e della moda al master in Economia e Gestione della moda a Penne, Enzo De Leonibus, direttore del Museo laboratorio di Città Sant'Angelo, Antonio Zimarino, storico dell'arte, Andrea Mammarella, docente di architettura alla d'Annunzio e il gallerista Mauro Bianchini. Gli artisti: Erica Abelardo, Ettore Altieri, Nicola Antonelli, Marco Appicciafuoco, Arkilabo, Marco Cardone, Pedro H. Cavuti, Colleen Corradi Brannigan, deZignStudio, Davide Di Ilio, Vittoria D'Incecco, Claudio Gaspari, Ray K, Eva Laudace, Danilo Maccarone, Michele Montanaro, Adele Pratt, Pamela Testa, Serena Vizioli, Zo-Loft.

